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Il fotovoltaico, un’opportunità per il futuro

Ieri 

Se, a livello mondiale, il bisogno energetico-ambientali prende avvio già durante gli anni ’70 del 900, tuttavia, per ciò che riguardo l’Italia, dobbiamo attendere ancora qualche altro anno; è infatti soltanto a partire dagli anni ’80 che compaiono le prime realtà realmente impegnate in attività che si presentavano molto attraenti, sia in termini di diversificazione energetica che di impatto ambientale. È durante questi anni che possiamo rintracciare i primi notevoli investimenti con obiettivi quali lo sviluppo di competenza ad ampio spettro e la messa a punto di laboratori attrezzati con impianti di deposizione e caratterizzazione utili alle diverse esigenze in fase di sperimentazione. 

Nella seconda metà degli anni ‘90 riscontriamo un’interruzione di questo percorso volto all’ampliamento del comparto fotovoltaico; interruzione dovuta, da una parte, a causa del ritardo nell’avvio del programma “tetti fotovoltaici” a livello nazionale, dall’altra, dalla scarsa lungimiranza dell’industria italiana concentrata integralmente al soddisfacimento della domanda tedesca in questo campo. D’ora in avanti sarà sempre più ampio il gap tra il nostro paese e Giappone, Stati Uniti e, appunto, Germania. 

Se fin dai primi anni 2000 l’unica fonte di produzione rinnovabile a giocare un ruolo importante in Italia era l’idroelettrico, soprattutto nel Nord Italia, è nel corso degli ultimi anni, in particolar modo nel periodo dal 2008 al 2013, che sono stati presentati una molteplicità di sistemi di incentivazione per altri tipi di fonti di energia rinnovabile, primo tra tutti il fotovoltaico, specialmente attraverso l’introduzione del ‘Conto Energia Fotovoltaico’. Si trattò di un programma introdotto con la Direttiva comunitaria 2001/77/CE e recepita in Italia tramite l’approvazione del D.lgs. 387/2003, il quale prevedeva principalmente incentivi alla produzione di energia da impianti fotovoltaici nonché dei ‘premi’ per tutti gli utenti italiani che avessero fatto uso di impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente di energia.

Oggi

Il 2019 rappresenta un anno di cruciale importanza per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e in particolare per il fotovoltaico. Infatti, è con il Decreto del 4 luglio 2019, noto come FER 1, che si è andati a rinnovare i preesistenti meccanismi di incentivazione della produzione di energia elettrica proveniente da impianti alimentati da luce solare, dando avvio ad un vero e proprio registro, gestito dal GSE (Gestore Servizi Energetici), comprensivo dei nomi di tutti i cittadini che si trovano nella posizione di ricevere sussidi tramite aste o iscrizione ai registri. Non è un caso che è proprio dallo scorso anno che si registra un forte consolidamento del settore con un +12% rispetto agli anni passati. 

Gli ottimi risultati conseguiti dal nostro paese sono dovuti, in parte, dall’ottimo lavoro svolto dall’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), agenzia nazionale che opera nel settore dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie avente l’obiettivo di contribuire alla competitività delle imprese nazionali di settore, puntando principalmente su processi di innovazione adottabili dalle imprese stesse. 

L’obiettivo dell’ENEA, ma anche quello dell’attuale Governo Conte, è di uniformare il più possibile lo sviluppo e le installazioni in Italia; infatti, come rivela anche l’Osservatorio Rinnovabili, il fotovoltaico sta registrando negli ultimi anni un trend positivo, ma concentrato solamente in poche regioni italiane, principalmente quelle del centro e sud Italia, come Abruzzo, Campania, Basilicata, Molise, Puglia e Sicilia dove appunto si sono registrati i maggiori incrementi in termini di potenza derivata da energia solare. 

Per questo motivo il recente Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), oltre a riguardare il digitale, le infrastrutture, la sostenibilità, la competitività, ed altri numerosi importanti ambiti, si concentra inoltre sulla necessità di investire nella transizione energetica, tramite l’implementazione di progetti per le energie rinnovabili, l’accelerazione della decarbonizzazione, l’attuazione di un Piano integrato energia e clima e soprattutto la creazione di un “Parco solare Italia”. Da ultimo, sono previsti degli incentivi per l’installazione di pannelli fotovoltaici, erogati tramite misure Eco Bonus e Sisma Bonus. Queste due agevolazioni garantirebbero la possibilità di aumentare fino al 110% la detrazione (solo IRPEF) per l’installazione di impianti fotovoltaici, cui però è messo un tetto di spesa, almeno per il momento, di 48.000€ e comunque nel limite di 2.400€ per ogni kW di potenza nominale dell’impianto. Viene, inoltre, portata al 110% anche la detrazione circa le spese per l’istallazione di colonnine elettriche negli edifici per la ricarica delle auto. 

In entrambi i casi per far scattare l’aliquota premiante gli interventi devono essere considerati ‘trainanti’ in ambito energetico o di miglioramento sismico: per esempio, isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali, interventi sulle parti comuni degli edifici o interventi sugli edifici unifamiliari, quindi tutti interventi ad alta efficienza energetica.

Funzionamento di un impianto fotovoltaico

Per fotovoltaico si tratta di una tecnologia volta a permettere di produrre energia pulita sfruttando la luce solare e a ridurre le emissioni inquinanti nell’atmosfera: per questo viene riconosciuta da scienziati e studiosi della materia come il modello energetico che scalzerà le fonti di energia non rinnovabili.

Principalmente un impianto classico è formato da più pannelli fotovoltaici costituiti dall’unione di più cellule fotovoltaiche che si ubicano su uno strato di silicio, fondamentali alla conversione dell’energia dei fotoni in elettricità. 

Il processo alla base di questo procedimento viene chiamato ‘effetto fotovoltaico’, ovvero il meccanismo che, partendo dalla luce del sole, induce alla stimolazione degli elettroni presenti in ciascuna cellula solare. Quando questi elettroni vengono agitati colpiscono la superficie della cella fotovoltaica producendo corrente elettrica, per la precisione corrente continua in questo primo step, che verrà successivamente convertita da un inverter in corrente alternata pronta ad essere distribuita ed utilizzata nelle nostre reti di distribuzione.

Il case study Toyota, esempio di efficienza energetica e sostenibilità

La casa automobilistica Toyota senza dubbio costituisce uno dei primi esempi di società in grado di installare il più grande impianto fotovoltaico solare per un suo stabilimento produttivo nel Regno Unito, a Burnaston, trasformandolo di fatto nel primo stabilimento automobilistico europeo sostenibile. 

Questo impianto fornisce il 5% dell’energia utilizzata dallo stabilimento Toyota, sicuramente non una percentuale molto elevata, ma comunque importante per contribuire alla riduzione di costi operativi e al carbon footprint dell’azienda (parametro utilizzato per stimare le emissioni di gas serra). 

L’energia ‘green’ che comprende tutta l’energia prodotta da fonti rinnovabili quali il sole, il vento, l’acqua e le biomasse è caratterizzata da emissioni minime di gas inquinanti nell’aria, pari a zero nel caso di utilizzo del fotovoltaico. Per questo motivo viene sempre più considerata come una soluzione energetica sostenibile e win-win per tutti: da una parte i produttori riuscirebbero ad abbattere alcuni costi, a migliorare l’operatività e ad ottenere una percentuale di incremento dei profitti più elevata, dall’altra parte i consumatori dal momento in cui sono sempre più attenti nell’acquisto di prodotti green, a maggior ragione se provenienti poi da aziende sostenibili, sarebbero ulteriormente incentivati in questi loro acquisti.

E, naturalmente, costituisce una vittoria per l’ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni di CO2.

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