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Gli effetti del Coronavirus nello Sport

Anche il calcio e lo sport italiano si adeguano e hanno recepito Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri firmato dal premier Giuseppe Conte.
Ha fatto sicuramente notizia la chiusura al pubblico degli stadi della Serie A e le relative vicende che hanno portato al rinvio di alcune partite, nonché la sospensione dell’intero campionato.

Quali sono le conseguenze delle “porte chiuse”?

In primis sicuramente il danno di immagine: giocare una partita senza il tifo allo stadio non contribuisce sicuramente allo spettacolo: per atleti, tifosi a casa, ma soprattutto sponsor.
Ma in un periodo di crisi come quella attuale, sono aspetti che possono passare in secondo piano. Un pò meno forse quelli economici.
Detto che i diritti TV non ne risentono: ormai il bando è stato assegnato, quindi non c’è rischio che le società debbano restituire soldi alle emittenti. A risentirne però sono gli incassi da botteghino, con un peso di circa 300 milioni di euro sull’intero sistema calcio, secondo Marco Bellinazzo. 

Ci sarebbe poi da prendere in considerazione il mancato incasso proveniente dalle consumazioni allo stadio: in questo senso da lodare l’iniziativa della Juventus che ha deciso di donare in beneficenza il cibo non utilizzato in occasione di Juventus-Inter.
Ma non è solo la Serie A, o meglio il calcio, a risentire di questa situazione: sono molte infatti le competizioni e gli eventi sportivi che stanno subendo degli stravolgimenti.
Anche la UEFA ha deciso di far giocare delle partite a porte chiuse, ma già basket e pallavolo hanno da qualche giorno intrapreso questa via in ambito europeo.
Il ciclismo non se la sta passando sicuramente meglio: sono state annullate le ultime due tappe del Giro degli Emirati Arabi. Dopo che si sono registrati dei casi positivi, sono stati messi in quarantena degli sportivi, tra cui anche alcuni corridori italiani.
Annullate Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo. E il Giro d’Italia osserva la situazione, preoccupati che possa avere enormi ricadute su questa storica competizione.

Tutte le competizioni in Cina sono ad alto rischio: il campionato di calcio è stato totalmente sospeso. La Formula 1 ha rinviato a data da destinarsi sempre in Cina la gara prevista (anche Melbourne è a rischio, dato che l’Australia potrebbe decidere di chiudere le frontiere). La Moto GP non è scesa in pista a Doha (mentre Moto 2 e Moto 3 si). 

Olimpiadi: si o no?

Ma soprattutto ciò che è a rischio sono le Olimpiadi 2020 di Tokyo. Sia il Giappone che il Comitato Internazionale Olimpico ribadiscono che non siano a rischio. Un’ipotesi che si sta diffondendo è uno spostamento della data d’inizio, ma comunque entro il 2020 affinché la competizione sia valida.

L’ipotesi annullamento sarebbe, senza mezzi termini, una tragedia per il Giappone: troppo elevato l’impatto economico (sia positivo che negativo) delle Olimpiadi su un paese (lo abbiamo visto con la Grecia ad esempio, anche se la situazione Paese era nettamente diversa).
La cancellazione delle Olimpiadi rischia di costare al Giappone lo 0,2% del PIL nel terzo semestre, secondo una stima di Kiichi Murushima, capo economista di Citigroup Global. A pesare non sarebbero tanto i costi organizzativi ed infrastrutturali in sé (dal momento che gran parte è stata già ammortizzata negli esercizi precedenti), quanto le mancate entrate turistiche.
Il Giappone ha previsto un incasso pari a 74 miliardi di dollari dal comparto turistico (rispetto ai 41 incassati nel 2019).
In caso di rinvio, ci sarebbe da sciogliere anche il nodo diritti TV (la principale entrata del CIO): uno spostamento ad ottobre renderebbe meno appealing un evento come le Olimpiadi, che diventano sempre le protagoniste di un’estate comunque carente di altri eventi sportivi.

Europei 2020: dalla rivoluzione della formula itinerante all’aumento del rischio contagio

Per celebrare il 60° anniversario della competizione, si era deciso di festeggiare tale ricorrenza con una formula innovativa: non avere un unico Paese ospitante, ma l’intero Continente.
Una modalità che avrebbe dovuto unire tutto il popolo europeo, ma che il Coronavirus rischia seriamente di mettere a repentaglio. 
In questo caso l’inizio è previsto per il 12 giugno a Roma, ma anche tale evento è sicuramente a rischio. Lo stesso Gianni Infantino, Presidente della FIFA, ha caldeggiato questa ipotesi.

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