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Buono mobilità (sostenibile): una luce in fondo al tunnel

Tante persone, ma sicuramente molte di meno rispetto al periodo precedente la quarantena, torneranno al lavoro nelle prossime settimane. Probabilmente per ciò che riguarda lo spostamento, come fanno da anni, lo effettueranno in macchina o con i mezzi pubblici. In questo secondo caso emerge il problema che sta caratterizzando le nostre vite da più di due mesi: il distanziamento sociale.

Chi utilizza i mezzi pubblici, da Milano a Palermo, sa bene che nelle ore di punta il distanziamento risulta pressoché impossibile. Allora chi può sceglierà la macchina oppure lo scooter, mentre i più attenti all’ambiente e coloro che si trovano vicino al luogo di lavoro, la bici.

Per porre un rimedio alla già critica situazione dei mezzi pubblici per quando si tornerà in una condizione di simil-normalità, il governo ha introdotto, nel nuovo decreto Rilancio (ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), il Buono Mobilità per incentivare l’acquisto di bici, monopattini, monoruota, hoverboard e segway; pensato proprio per coloro che sono abituati all’utilizzo dei mezzi pubblici o, meno propensi all’uso della macchina per motivi economici e/o ambientali.

Il Bonus

Questo Buono Mobilità, come anticipato, rientra nel decreto contenente le misure volte al sostegno e al rilancio dell’economia del nostro paese; nello specifico le “Misure per incentivare la mobilità sostenibile” nelle quali è presente la misura fiscale consistente in un rimborso pari al “60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore ad euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020”, dunque per usufruirne al massimo la spesa totale dovrà essere pari a 833 euro.

Il Bonus è rivolto ai cittadini maggiorenni residenti in comuni con oltre 50.000 abitanti e le risorse messe a disposizione sono pari a 120 milioni di euro, un aumento rispetto al fondo precedentemente previsto di soli 70 milioni. 

Come si può leggere in una nota del Ministero dell’ambiente, riguardo le modalità per l’ottenimento del Buono, è necessario conservare la fattura di acquisto ed accedere all’applicazione web in via di predisposizione. In alternativa alla procedura di rimborso, si potrà generare un buono spesa digitale da presentare ai venditori, per ottenere lo sconto.

Un Bonus che non solo va ad incentivare il cittadino all’acquisto di bici e monopattini elettrici, ha un impatto positivo anche un settore in cui l’Italia è il capofila. Come ci ricorda il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in un post su Facebook, l’Italia è il secondo produttore al mondo di bici. Ricordiamo che  la Bike Economy nel 2019 ha portato più valore del settore vinicolo (Fonte:1°Rapporto Isnart – Legambiente CICLOTURISMO E CICLOTURISTI IN ITALIA).

Bici e monopattini elettrici possono essere una giusta alternativa all’uso dell’automobile, contribuendo a ridurre il pesante impatto negativo che i veicoli tradizionali hanno sull’ambiente e sulle persone.

Inoltre, l’utilizzo di queste leve di incentivo della domanda sono ritenute di grande importanza ed efficacia per l’introduzione nel mercato di innovazioni, in questo caso i monopattini elettrici, grazie anche alla riduzione circa l’incertezza intorno all’utilizzo di questi mezzi di trasporto sostenibili.

Infine, gli stessi produttori avranno un motivo ulteriore per migliorare le prestazioni dei mezzi, riducendo il consumo di energia o il tempo di ricarica, contribuendo così ad una riduzione del prezzo degli stessi, grazie ad un aumento della domanda.

Meglio tardi che mai

Si arriva all’introduzione di questo strumento economico, sotto forma di sgravio fiscale, dopo un processo che ha riguardato la cosiddetta “micromobilità”. Iniziato il 4 giugno 2019 quando il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, firmò il Decreto Micromobilità per avviare la sperimentazione su strada di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard, nei comuni volontari (AWARE ha già trattato l’argomento).

Un approccio innovativo e sostenibile al trasporto delle persone è una priorità a livello internazionale, si pensi all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 11 (Città e comunità sostenibili), a livello europeo, lo EU Green Deal esprime il bisogno di un’accelerazione verso forme di mobilità sostenibili, a livello nazionale attraverso il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile.

Questa necessità sorge per dei motivi ben precisi: il settore dei trasporti è attualmente responsabile di un quarto delle emissioni di CO2 nell’Unione Europea, con grande colpa delle automobili. Le conseguenze negative dell’inquinamento prodotto dalle automobili sono direttamente riconducibili a peggioramenti nella salute delle persone. Guardando in casa nostra, secondo uno studio dell’International Council on Clean Transportation, il nostro paese è il nono al mondo per numero di morti premature causate dall’emissione dei gas inquinanti delle automobili. Ma non è tutto, l’Italia è prima in Europa in questa triste classifica (Fonte: Air quality in Europe — 2018 report).

Condizioni necessarie ma non sufficienti

Lo Stato che ha il compito costituzionale di preservare la salute dei suoi cittadini, deve fornire ad essi la possibilità di avere gli strumenti adatti al fine di adottare comportamenti più in linea con la sostenibilità ambientale.

Inoltre, nel caso del tema affrontato da questo articolo, devono sussistere le condizioni per poter viaggiare in sicurezza con una bicicletta o un monopattino elettrico. Proprio per questo motivo tante città hanno già attivato progetti per il prolungamento o la nascita di piste ciclabili.

A Roma la giunta capitolina ha già approvato un piano che prevede 130 km di nuove piste ciclabili. L’assessore ai Trasporti prevede di realizzare 3 km al giorno. Al nord invece, nel capoluogo lombardo, non molto avanzato riguardo queste infrastrutture, verranno create nuove piste per un totale di 35 km entro la fine del 2020. Anche a Napoli, il sindaco De Magistris afferma di voler puntare sull’utilizzo delle bici per le fasi successive.

Le ciclabili rappresentano una categoria di infrastrutture cruciali per lo spostamento delle persone su mezzi non inquinanti, tuttavia, queste condizioni possono non rivelarsi sufficienti. Il primo motivo riguarda le cosiddette piste “pop-up” sicuramente più veloci e semplici da realizzare ma, allo stesso tempo, meno sicure per chi ne usufruisce in quanto costituite di sole strisce e spesse volte senza cordolo di protezione dalla corsia dove circolano le automobili. La seconda motivazione riguarda la manutenzione delle stesse, che se nei primi mesi dalla realizzazione saranno ben visibili, non possiamo esserne sicuri quando inizieranno a sbiadire.

Per concludere è doveroso ricordare che la notizia riguardante il Bonus Mobilità arriva nei giorni dell’Overshoot Day italiano (14 maggio), ovvero la giornata che segna il momento in cui il nostro paese ha sfruttato tutte le risorse naturali che il pianeta offre in un anno: da quella giornata in poi sarà tutto a carico delle future generazioni. Proprio per questo motivo sarebbe stato preferibile che questo strumento fosse stato adottato per motivi diversi da quelli in cui ci troviamo ora, per motivazioni esclusivamente ambientali e non solamente per poter mantenere il distanziamento sociale. La misura sicuramente è un passo avanti, ma, come detto in precedenza, devono essere garantite ed aumentate le condizioni che permettono di usufruire di mezzi di trasporto sostenibili. Ad ogni modo, iniziamo a vedere una luce in fondo al tunnel della mobilità sostenibile, da cui, chissà, ne usciremo grazie ad un monopattino elettrico.

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