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Il mondo che sarà: come le elezioni presidenziali USA 2020 influenzeranno questo decennio

Ad oggi, gli Stati Uniti rimangono l’unica superpotenza democratica a livello mondiale. Per questo le elezioni presidenziali rappresentano un momento cruciale non soltanto per gli americani, ma per tutto il mondo. E se non bastasse l’impatto che queste elezioni hanno sull’economia, la politica e le organizzazioni internazionali, saranno determinanti anche per l’ordine mondiale del futuro. Infatti, il Presidente uscente Trump ha rivoluzionato quasi interamente la linea politica dei suoi predecessori, adottando politiche protezioniste e un atteggiamento ostile nei confronti dei rivali ‘storici’ degli USA – ovvero Cina, Russia ed Iran – a livello politico, economico ed ideologico. 

Per questo, se l’amministrazione attuale dovesse essere riconfermata, è probabile che nei prossimi anni gli USA intraprendano un percorso irreversibile verso l’isolazionismo, che avrebbe come conseguenza quella di portare ad un ribilanciamento dei poteri su scala mondiale. A confermare questa ipotesi, vi sono le linee strategiche di politica estera dei Paesi sopracitati. Infatti, sebbene stringere accordi ed alleanze sia preferibile per protrarre un rapporto ostile, negli ultimi quattro anni gli Stati Uniti hanno rivoluzionato il loro rapporto con molti alleati e organizzazioni internazionali, i quali si preparano a contrattaccare – o a stringere alleanze permanenti – in vista delle elezioni di Novembre.

Russia, Cina ed Iran: interessi opposti

Sebbene molti Paesi abbiano un forte interesse nel sostenere un candidato piuttosto che un altro, Russia, Cina ed Iran sono certamente quelli che ne saranno maggiormente influenzati. Il Cremlino, come già successo in passato, spera nella rielezione del Presidente uscente, il quale, sebbene non possa definirsi un alleato, rappresenta un avversario meno temibile e talvolta cooperativo. Trump, infatti, si è mosso in maniera ambigua nei confronti di Putin e, se spesso ha condannato le azioni del leader russo soprattutto in politica estera, molte altre volte ha espresso ammirazione e parole di lode nei confronti dello stesso. Al contrario, Cina ed Iran sono stati notevolmente sfavoriti dalle politiche di Trump, che ha vanificato ogni sforzo intrapreso dal predecessore, cercando di arginare il potere dei due Paesi. Infatti, la guerra economica lanciata nei confronti di Pechino si è rivelata brutale e si è poi trasformata in uno scontro ideologico e politico con l’arrivo del Covid-19. Nonostante ciò, la rielezione di Trump – come confermato da alcune indiscrezioni – sarebbe il risultato più favorevole per la Cina. Le politiche isolazioniste ed aggressive del Presidente americano hanno comunque favorito Pechino, che si sta muovendo rapidamente per riempire il vuoto politico lasciato da Washington in molte regioni dell’Oriente. Al contrario, per Teheran la rielezione di Trump sarebbe catastrofica. Le tensioni, cresciute esponenzialmente con l’uscita degli Stati Uniti dal JCPOA e l’uccisione del Generale Soleimani a Baghdad, potrebbero compromettere irreparabilmente i rapporti tra Washington e Teheran, portando anche a possibili rappresaglie da entrambe le parti.

Dagli accordi di Parigi all’OMS:

Nel corso degli ultimi anni, Trump ha inoltre preso decisioni drastiche uscendo, o minacciando di farlo, da numerosi accordi internazionali. All’uscita dal Paris Climate Agreement nel 2016, sono seguite l’uscita dal JCPOA, UNHCR, Trattato INF (Intermediate-range Nuclear Forces) e la minaccia di uscire dall’OMS e dal Trattato sui Cieli Aperti. Coerente con la sua politica isolazionista, Trump ha però deteriorato sia le relazioni con i Paesi dell’alleanza Nord Atlantica, sia quelle con l’Europa, i cui leader hanno preso, sin da subito, le distanze dalle posizioni di Washington.

Dare le dimissioni o tornare al passato?

Il comportamento degli Stati Uniti viene percepito, da alleati e avversari, come disinteressato e volto a perseguire una politica di distacco che porterà Washington a dimettersi dal ruolo di protettore dei valori e delle istituzioni occidentali. Se Trump dovesse essere rieletto, Cina e Russia si prepareranno a espandere il loro potere militare e politico non solo in Asia, ma anche in Europa, mentre i poteri occidentali dovranno farsi manforte per non sopperire alla perdita del loro più grande alleato. Al contrario, se i democratici tornassero alla Casa Bianca, sarebbe possibile aspettarsi, come già preannunciato dal candidato Joe Biden, un’inversione di tendenza per ricostruire quelle alleanze fondamentali agli Stati Uniti al fine di conservare la supremazia economica e politica che li contraddistingue da quasi un secolo.

Per questi motivi, le elezioni di Novembre 2020, più di quelle passate, rappresentano un momento cruciale per il futuro delle organizzazioni internazionali, per il rapporto tra Oriente e Occidente, e soprattutto per la posizione dell’Europa nel mondo.

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