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Italia 2025: la nuova frontiera dell’innovazione digitale

“L’innovazione e la digitalizzazione devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto dell’essere umano e del nostro pianeta”.

La pandemia del Covid-19 è una delle battaglie più importanti combattute dal governo e dal popolo italiano: la quarantena obbligatoria ha causato al Belpaese, come tutto il resto del mondo, una grave flessione economica. Le aziende si sono dovute organizzare in pochissimo tempo per poter “inizializzare” i lavoratori allo smart-working; i liberi professionisti hanno incrementato le conoscenze informatiche in modo da poter continuare al meglio il loro lavoro. 

In uno stato di emergenza come questo, tuttavia, non si può non notare come la voce “tecnologia e digitalizzazione” sia diventata, in un lasso di tempo esiguo, una delle colonne portanti della salvaguardia del lavoro (insieme, ovviamente, alla voce Sindacato). Vedendo questa profonda trasformazione della popolazione, il Governo italiano ha deciso di stilare un piano per l’innovazione digitale, una strategia che, se messa in campo con razionalità e criterio, potrebbe (ri)portare l’Italia verso una situazione di equilibrio, sia politico che sociale che economico. 

Italia 2025, documento promosso dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, è una strategia con tre linee guida principali: la digitalizzazione della società, l’innovazione del Paese e lo sviluppo sostenibile della società. Poggiata sulle idee degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, Italia 2025 è un organismo in continua evoluzione: questo significa che il piano si impegnerà a trasformarsi a seconda dei cambiamenti che avverranno all’interno del mondo della tecnologia, ambiente così giovane che subirà, di anno in anno, evoluzioni sempre più importanti. 

La digitalizzazione della società

La prima sfida di Italia 2025 è quella di riuscire a completare la simbiosi uomo/tecnologia. Secondo il piano, i cittadini e le stesse imprese potranno accedere online ai vari servizi della Pubblica Amministrazione (PA), migliorandone di conseguenza gli stessi contenuti, ad esempio attraverso i feedback. Il processo di gestione ed erogazione dei servizi pubblici, insieme ad un accrescimento delle competenze nella PA, sarà un punto di partenza fondamentale per i cittadini e per lo Stato in sé. 
Questo rapporto porterà anche ad una più evidente trasparenza della stessa PA, che diventerà il vero promotore dello sviluppo della società. Il continuo monitoraggio del sistema messo in atto sarà un modo veloce e chiaro per ampliare i suoi punti di forza e per annullare i possibili punti di debolezza. 

L’innovazione del paese

Per rendere però possibile questa trasformazione, il Paese necessita di una profonda rivoluzione all’interno del suo obsoleto contesto tecnologico. Le nuove tecnologie, come la IA (Intelligenza Artificiale), la mobilità del futuro e la robotica, dovranno essere i pilastri del territorio nazionale. Basandosi anche, e soprattutto, sulle gigantesche innovazioni cinesi e giapponesi, l’Italia ha deciso di aderire a questa forte rivoluzione tecnologica, una rivoluzione così forte che comporterà un innalzamento del totale asset italiano. 
In particolar modo si andrà a puntare verso un cambiamento strutturale che agevolerà l’evoluzione dell’intero ecosistema, soprattutto attraverso la creazione di sistemi che faciliteranno la crescita delle Startup e delle società di venture capital. 

Questa innovazione digitale porterà anche ad una riscoperta dello stesso territorio italiano: le città, anche le più piccole, avranno l’opportunità di valorizzare, anche gratuitamente, la loro immagine. La vera chiave di volta per l’innovazione sarà, tuttavia, la cura e la crescita delle radici del sistema stesso: la tecnologia 5G dovrà infatti essere una delle prerogative principali del territorio italiano, sia per accrescere la potenza comunicativa del paese, sia per ridurre drasticamente il consumo energetico. 

Lo sviluppo sostenibile della società

Secondo il piano Italia 2025, una delle sfide da portare a termine è quella di riuscire a creare un lavoro moderno, un impiego che sia, allo stesso tempo “etico, inclusivo, trasparente e sostenibile”. Questi principi, che sono la base della stessa società moderna, dovranno essere messi in risalto, uno per uno, per poi finalmente unirli all’interno di un unico contesto, coadiuvato niente di meno che dalla tecnologia. 

Tutto questo sarà quindi possibile solo con un rafforzamento delle capacità digitali delle persone, le quali si troveranno e si sentiranno più vicine ai grandi processi evolutivi del Paese. La politica, la cultura, l’economia dell’Italia non saranno più un miraggio causato dal calore estivo o una confusione dettata dal freddo dell’inverno, ma una realtà quotidiana che (si spera) vedrà un conseguente sviluppo del concetto di democrazia. Questa trasformazione comporta anche nuove tipologie di lavoro, ad un suo restyling, con un conseguente reskilling del lavoratore: la digitalizzazione e la tecnologia dovranno avere quindi l’obiettivo di formare il contribuente del futuro. 

Il piano del futuro (?)

Dopo aver letto queste sfide proposte dal Governo italiano la domanda sorge spontanea: il piano Italia 2025 sarà quindi, nel prossimo futuro, uno dei capisaldi della società e dell’economia italiana? 

I venti (più uno) punti d’azione proposti nel piano trovano come comune denominatore la tecnologia e la digitalizzazione, fulcro di una società mondiale sempre più evoluta e sempre più collegata e tenuta unita dal progresso, che sia economico, culturale o sociale. Italia 2025 propone un continuo scambio e incontro di idee cittadino/stato, un nobile meccanismo di democrazia che, se verrà veramente portato a termine entro il 2025, potrà essere considerato come una delle più grandi vittorie politiche dai tempi della democrazia cristiana degli anni ’50-’60. 

Il Governo Conte, con questa proposta, si sta impegnando ad intraprendere un patto di reciproco aiuto con la società; pensando a questo nasce una seconda domanda: riuscirà finalmente la popolazione italiana a capire l’importanza del digitale e della tecnologia?Uno dei piani d’azione di Italia 2025 riguarda la creazione di una nuova identità digitale, un sistema secondo il quale ogni cittadino avrà a sua disposizione una propria corrispondenza attraverso il web, in modo da poterlo facilitare ancora di più nella vita quotidiana. Che sia per un servizio pubblico (una dichiarazione dei redditi) o un servizio privato (home banking), l’identità digitale darà il via ad una innovazione tecnologica utile al cittadino e allo Stato. 

Anche la futura entrata in gioco dell’app IO è una proposta del piano Italia 2025: attraverso questa applicazione il cittadino potrà portare a termine tutti quei procedimenti che compongono la sua vita di tutti i giorni, dal comprare un libro online al pagare una contravvenzione. Tutto questo “cancellando la complessità” attraverso il quotidiano uso dello smartphone. Certamente anche lo stesso Coronavirus ha “aiutato” ad elevare l’idea di utilità della tecnologia: i lavoratori e gli studenti ne sanno qualcosa, abituati per poco più di tre mesi a scrivere, studiare e lavorare sui pc. Ma gli abitanti residenti in Italia che superano i 65 anni, circa il 22% della popolazione, riusciranno a rimanere al passo con i tempi o verranno abbandonati ad un destino di ignoranza digitale?

Anche qua entra in gioco uno dei piani d’azione di Italia 2025: l’inclusione digitale per gli over 65 sarà uno dei punti d’interesse del Governo. In particolar modo il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione si impegnerà nel far arrivare, attraverso associazioni no profit e società ICT, quanti più tablet possibili; gli anziani avranno così uno strumento socio-tecnologico che li avvicinerà ancor di più al mondo moderno. Italia 2025 rappresenta quindi un piano strategico ad ampio raggio, un obiettivo di grande spessore, voluto per creare nuovamente un forte rapporto Stato/cittadino ed anche per far aderire il paese italiano ad una rivoluzione tecnologica che è già in atto in Europa e nel mondo, ma alla quale non si è mai in ritardo per poterne far parte. 

Con i benefici dovuti alla quarta rivoluzione industriale, il cittadino diventerà di conseguenza una persona aperta al mondo e favorevole alla sostenibilità. Nel primo caso ovviamente per la facilità che ha il digitale nel collegare, in pochissimo tempo, persone che sono a distanze siderali da altre; in secondo luogo l’innovazione tecnologica rappresenta uno dei baluardi della sostenibilità, sostenendo molto nella sicurezza, nell’affidabilità e nel green.

Come afferma lo slogan del piano strategico: Le prime azioni per l’Italia del futuro.  

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