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Gas naturale e transizione energetica: un percorso senza ostacoli?

Quando si discute di come ridurre il nostro impatto ambientale si discute anche di quali fonti di energia
adoperare per sostenere il nostro sviluppo industriale. Essendo la produzione di energia elettrica l’attività
che più contribuisce alle emissioni di CO 2
è chiaro che grossa parte del problema sia proprio da imputare al consumo di fonti fossili come il carbone, in assoluto il combustibile fossile di minor qualità e più inquinante.

La visione delle aziende e delle istituzioni italiane

La discussione sugli scenari futuri nel mondo dell’energia vede sovente il gas naturale come fonte di energia
emergente e tendenzialmente guardata con favore dagli attori che prendono parte alla discussione,
soprattutto nel mondo imprenditoriale internazionale. Le aziende, italiane e non, contribuiscono ad
identificare il gas naturale come una risorsa che potrà sostenere e facilitare la transizione energetica, come
Snam con il suo Global Gas Report 2019 (scaricabile qui): nella ricerca viene
evidenziato come il gas naturale possa giocare un ruolo promettente in Europa nel contesto di abbandono
del carbone per la produzione di energia elettrica – sebbene la velocità con cui ciò accadrà sia parecchio
incerta – (p. 45), dato che questo processo rappresenta “la maggiore opportunità per la crescita del
mercato del gas nel breve periodo” (p. 46). Sullo stesso filone si inserisce l’audizione in commissione
Attività produttive alla Camera
per discutere l’attuazione del Piano nazionale Energia e clima 2030, durante
la quale i rappresentanti di Confindustria Energia hanno evidenziato la necessità
di coniugare fonti fossili e rinnovabili per garantire l’affidabilità del sistema energetico e salvaguardare
l’occupazione e la competitività del Paese, una valutazione sostanzialmente combaciante con quella di
Utilitalia e dell’AD di Eni Claudio Descalzi.

All’interno delle sedi istituzionali italiane è stata confermata l’importanza del gas naturale come fonte energetica di transizione verso un futuro in cui le rinnovabili saranno dominanti: in particolare, all’interno della Relazione Annuale 2019 sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta dell’ARERA del 4 luglio 2019 si afferma che “è generalmente condiviso che il gas sia un ineludibile vettore di transizione in grado di assistere i sistemi energetici nella conversione da tecnologie più emissive” (p. 16).

Opportunità e rischi


Il dibattito sul ruolo del gas naturale ha però delle opinioni che contrastano l’ottimismo diffuso e che
evidenziano alcune criticità nel processo di transizione. Innanzitutto, all’interno dei processi legati alla
transizione energetica bisogna distinguere due filoni: quello che vede il gas come sostituto del carbone
nella produzione di energia elettrica e quello che vede il gas naturale come supporto alle rinnovabili, le
quali sono strutturalmente caratterizzate da una produzione di energia elettrica condizionata dalle
condizioni metereologiche ed atmosferiche, di per sé instabili. In generale, a livello di UE si assiste ad un
avanzamento del gas naturale rispetto al carbone ma non ad un ruolo delle rinnovabili da protagonista
(Fonte: https://www.qualenergia.it/articoli/transizione-energetica-ue-per-ora-e-passare-dal-carbone-al-
gas-con-rinnovabili-al-palo/
).

Un altro problema è il contributo del gas naturale al riscaldamento globale, dato che esso è composto
principalmente da metano, un gas serra al pari della CO 2 ma con una capacità di cattura del calore
nell’atmosfera ben 28 volte maggiore, nell’arco di 100 anni, di quest’ultima, nonché più di 80 volte nell’arco
di 20 anni. Qualora
riuscissimo a ridurre significativamente la produzione di CO 2 ma dovessimo aumentare la quantità di
metano dell’atmosfera rischieremmo comunque di creare danni immensi all’ambiente e di ritrovarci con
una nuova emergenza riscaldamento globale. Gli effetti negativi, inoltre, si vedrebbero con quantità
notevolmente minori rispetto a quanto osserviamo con la CO 2 proprio per la maggior capacità del metano di
catturare il calore. A ribadire l’allarme è stato anche il gruppo di scienziati Energy Watch Group, il quale ha
richiamato l’attenzione sull’intensificazione dell’effetto serra a causa del maggior utilizzo del gas naturale a
livello globale, inclusa l’estrazione di nuovo gas e le conseguenti emissioni provenienti da tale attività.
D’altra parte, un’alternativa sarebbe separare dal metano l’idrogeno ed utilizzare quest’ultimo come fonte
di energia, utile soprattutto per la mobilità in quanto è utilizzato dalle celle a combustione utilizzate per
convertire l’energia chimica dell’idrogeno in energia elettrica per le automobili. Essendo i trasporti uno
dei settori che contribuiscono di più alla produzione di CO 2 contribuire a ridurre l’impatto ambientale della mobilità può essere un
ulteriore scenario di impiego del gas naturale ridotto ad idrogeno, neutrale dal punto di vista ambientale.
L’esistenza di progetti per la produzione di idrogeno dal gas naturale tramite energia solare può essere un’alternativa meno inquinante dei combustibili tradizionali sia per le automobili che per i treni (Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/ultime-corse-treni-diesel-e-arrivata-l- ora-dell-idrogeno-ACW1Lvk), svolgendo il ruolo di possibile alternativa alla mobilità elettrica a batterie al
litio su cui c’è una competizione serrata anche dal punto di vista geopolitico (Fonte:
https://www.agi.it/economia/litio_geopolitica-5506301/news/2019-05-22/), con la Cina unico Paese
capace di gestire tutta la filiera del litio e Stati come la Germania che cercano di essere meno dipendenti da
Pechino.

Tirando le somme

In conclusione, è complesso assegnare lo status di fonte di energia “pulita” a qualsiasi risorsa dal momento
che numerose variabili, come il reperimento delle materie prime necessarie a costruire la tecnologia volta
ad utilizzare le fonti energetiche come le centrali elettriche o i pannelli solari, devono essere tenute in
considerazione. È complesso anche perché il dibattito è tuttora in corso e numerosi fattori sono oggetto di
discussione spesso accesa, dunque è probabile che si continuerà a discutere di queste tematiche anche
negli anni futuri. Tuttavia, l’utilità di questo articolo come di ogni altro dedicato al tema è quello di ribadire
come il dibattito sia e debba essere tenuto aperto, in primis per evitare che le conclusioni di oggi risultino
vincolanti rispetto ai nuovi elementi che verranno scoperti in futuro.

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