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Questo articolo cerca di analizzare uno dei gruppi parlamentari che compongono il Parlamento Europeo, S&D. Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici è il principale gruppo di centro-sinistra e il secondo gruppo per grandezza con 187 membri provenienti dai 28 paesi dell’Unione Europea. Tra questi il Partito socialdemocratico tedesco (Spd), il Partito Democratico (Pd) in Italia, il Partito socialista francese, il Partito laburista britannico e il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe). Capogruppo del partito è Udo Bullmann.

La storia del gruppo

Il nome del gruppo avrebbe dovuto inizialmente essere Alleanza dei Socialisti e dei Democratici per l’Europa (ASDE), ipotesi successivamente abbandonata in quanto troppo simile al nome di un altro gruppo parlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE).

La costituzione del gruppo S&D viene annunciata il 12 giugno 2009 per poi essere definitivamente ufficializzata il 18 giugno successivo. L’idea di costituire il suddetto gruppo nasce ben prima delle elezioni europee di quell’anno, da un lato per rispondere in maniera forte e decisa al calo di consenso subito da molti partiti socialisti europei, dall’altro per controbilanciare il peso del Partito Popolare Europeo (PPE). Sono queste leggi motivazioni alla base della scelta fatta da Martin Schulz, capogruppo del Partito del Socialismo Europeo (PSE): costituire un nuovo gruppo parlamentare e parallelamente supportare la proposta di Dario Franceschini, a quel tempo segretario del PD,  dando vita all’Associazione della Sinistra per il Partito democratico (ASPD).

L’obiettivo politico-strategico principale ricercato dalla costituzione dell’S&D era quello di riunire i partiti membri del Partito del Socialismo Europeo e altri soggetti non iscritti ad alcun gruppo politico, ma comunque di ispirazione progressista, come il Partito Democratico cipriota, il Partito dell’Armonia Nazionale lettone ed il Partito Democratico italiano, quest’ultimo, primo fra tutti, ad appoggiare il neo costituito gruppo parlamentare.

Programma e valori

Il Gruppo dei Socialisti e Democratici si fa promotore e sostiene campagne ed iniziative sulle cause cruciali del nostro tempo. Le sue battaglie, proprie di una visione progressista, sono finalizzate a promuovere un cambiamento radicale dell’Europa, un continente caratterizzato da forti disparità sociali, da vaste aree di povertà e da un numero sempre crescente di persone che restano ai margini dei centri decisionali senza alcuna possibilità di condizionare le scelte a livello politico. Una società più giusta per tutti che possa coniugarsi con uno stile di vita più sostenibile in accordo con la preservazione nel nostro pianeta.

Le priorità del gruppo sono contenute nel programma InvestEU e sono volte alla promozione di investimenti in infrastrutture sostenibili, ricerca, innovazione e digitalizzazione nonché misure per il sociale:

  • Un nuovo modello economico per un’Europa progressista: ovvero il perseguimento di un’uguaglianza sostenibile in tutte le sue dimensioni;
  • Un bilancio a lungo termine per realizzare la transizione: dare priorità all’investimento nell’inclusione sociale, un’economia più sostenibile e alla lotta contro le disuguaglianze di ogni tipo;
  • Una maggiore protezione della democrazia: impegno nel difendere lo stato di diritto e i diritti fondamentali ovunque sia necessario;
  • Una visione progressista della migrazione e dell’asilo: maggiore solidarietà per affrontare le politiche su migranti e rifugiati e sostenere l’integrazione nelle comunità ospitanti per cogliere i contributi positivi che sono stati dati;
  • Un’Europa con istituzioni comuni solide e soprattutto di una società civile forte: si deve fare in modo che l’Unione Europea torni ad usare metodi autorevoli, democratici, collegiali ed equilibrati;
  • Un partenariato tra l’Unione Europea e l’Africa: partnership questa che deve basarsi sulla proprietà, sul rispetto reciproco e sull’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;
  • Un commercio per molti, non per pochi: dare maggiore risalto al commercio al fine di elevare gli standard sociali, lavorativi e ambientali in tutto il mondo;
  • Un’Europa forte nel mondo: impegno nel porre l’Europa come forza per la pace, la stabilità e la democrazia a livello globale.

Le prospettive

I vari partiti sono consapevoli del fatto che i movimenti socialisti in Europa sono in lenta ritirata, prime tra tutte le varie aree del Pd. Alle prossime elezioni europee c’è il forte rischio che il S&D vada incontro ad una sconfitta netta. Non è un caso che sia Maurizio Martina, ma soprattutto Nicola Zingaretti, neo segretario dei democratici, abbiano espresso recentemente la volontà e la necessità di andare oltre i socialisti e far convergere la socialdemocrazia rinnovata di Sanchez in Spagna e Costa in Portogallo con le esperienze riformiste di Tsipras in Grecia e di Macron in Francia, coinvolgendo anche il mondo ambientalista e i liberali rimasti coerenti al progetto d’integrazione europeo.

Da tempo i sovranisti avanzano e le forze tradizionali faticano a tenere il passo. Secondo i risultati delle elezioni gli equilibri saranno tutti da rivedere e una maggioranza parlamentare non potrà aversi che con alleanze fra le parti, con ruoli e pesi tutti da decidere, ma in accordo sugli stessi contenuti e obiettivi finali.

Se l’ascesa dei populisti sarà significativa, gli spazi delle forze pro-europa si ridurranno, come si ridurranno i margini di azione dei partiti tradizionali, in special modo dei social-democratici e dei popolari. In questa situazione i Verdi potrebbero diventare a tutti gli effetti il nuovo ago della bilancia.

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