In questo articolo parleremo del Partito Popolare Europeo (PPE), il gruppo politico europeo che ha scelto il tedesco Manfred Weber come candidato alla presidenza della Commissione.

Il capogruppo bavarese vuole dare continuità ad un lavoro già intrapreso nei precedenti anni, non ha nessuna intenzione di abbandonare le tradizioni del partito politico europeo più influente all’interno del Parlamento Europeo.

Storia

Tra le macerie prodotte dalla Seconda Guerra Mondiale, il Ministro degli Esteri francese Robert Schuman, il Cancelliere tedesco Konrad Adenauer e il Primo Ministro italiano Alcide de Gasperi decisero di avviare la costruzione di un’Europa pacifica.

Il primo passo per creare un’Europa unita fu compiuto nel 1951 con il Trattato di Parigi, attraverso il quale ci fu la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).
Nel 1953 il gruppo Democratico Cristiano venne istituito come gruppo politico all’interno dell’Assemblea comune della CECA, il quale nel 1976 cambiò nome in Partito Popolare Europeo (PPE) e che tre anni più tardi si presentò con questo nuovo titolo alle prime elezioni del Parlamento Europeo.

Possiamo affermare con certezza che il Partito Popolare Europeo è quello con la storia comunitaria più antica e radicata e può essere definito un gruppo politico di centro destra che al suo interno raccoglie forze moderate, cristiano democratiche e conservatrici.

Non solo è il maggiore partito rappresentato in ciascuna delle istituzioni dell’Unione europea, è anche il più ampio del Consiglio d’Europa e di conseguenza il più influente tra i partiti europei. Come gruppo politico nel Parlamento europeo rimane il più numeroso, contando 216 eurodeputati sui 751 totali.

Attualmente tutte e tre le cariche maggiori dell’Unione Europea (il Presidente del Consiglio Europeo, il Presidente della Commissione europea ed il Presidente del Parlamento Europeo) sono ricoperte da esponenti del PPE, rispettivamente da Donald Tusk, Jean-Claude Juncker e Antonio Tajani. Il Presidente del PPE è Joseph Daul, in carica dal 2013.

Valori e programma

Il principio che unisce tutti i partiti che aderiscono al PPE è quello del rispetto della libertà e dei diritti umani, che non possono essere dati per scontati, bensì devono essere tutelati ogni giorno.
I valori al centro del progetto del Partito Popolare Europeo sono: dignità della vita umana in ogni fase dell’esistenza, libertà e responsabilità, uguaglianza e giustizia, verità, solidarietà e sussidiarietà. Il punto di partenza è l’immagine cristiana dell’uomo, l’obiettivo finale la realizzazione del bene comune. Per metterli in atto è indispensabile una forte società civile.

Il Partito Popolare Europeo è fin dagli albori un forte sostenitore dell’Europa unita e tra gli obiettivi che si pone vi sono:

  • la creazione di nuovi posti di lavoro per diminuire i livelli allarmanti che ha raggiunto il tasso di disoccupazione, specialmente quello giovanile;
  • l’annientamento del populismo e radicalismo politico;
  • la prosecuzione dell’operato già iniziato in passato per favorire una maggiore libertà ed equità negli scambi commerciali internazionali;
  • la promozione della famiglia come valore etico fondamentale accompagnata dalla volontà di trovare un modo che permetta ai genitori di conciliare lavoro e vita familiare e favorisca la solidarietà tra le generazioni;
  • dare impulso con maggiore efficacia della ricerca e dell’innovazione, migliorandone l’utilità.

Il Gruppo sostiene l’importanza di: promuovere lo sviluppo, più di quanto sia stato fatto in precedenza, di mobilità, lingue, istruzione degli adulti e creatività nel mondo professionale e negli ambienti didattici; contribuire all’integrazione degli immigrati, un processo che aiuti il riconoscimento dei loro diritti ma anche l’assunzione di obblighi e di doveri; di combattere in modo efficace i cambiamenti climatici e rafforzare la biodiversità.
Infine, il PPE sostiene che l’Unione Europea abbia bisogno di una politica energetica comune che assicuri l’approvvigionamento energetico, aumenti l’efficienza energetica, soddisfi i criteri di sostenibilità e garantisca al tempo stesso prezzi accessibili ai consumatori. Occorre perciò, una vera e più forte attività di politica estera europea attraverso la quale gli Stati membri parlino con una sola voce e uniscano le loro forze.

Partiti italiani che aderiscono al gruppo

Il PPE raggruppa nel complesso ben 73 partiti membri provenienti da 39 Paesi, di cui 27 sono membri dell’UE.

All’estero tra i partiti più influenti vi sono il partito di Angela Merkel, la Christlich Demokratische Union Deutschlands, i Repubblicani francesi, il Partito Popolare spagnolo e il partito dell’ungherese Vicktor Orbàn, Fidesz.

In Italia i partiti politici sostenitori del PPE sono: Forza Italia, il nuovo Centrodestra, l’Unione di Centro e il Südtiroler Volkspartei. Gli eurodeputati italiani presenti nel gruppo del PPE sono 13.

Forza Italia è il maggior partito italiano a sostegno del PPE. Il candidato di punta del partito è il suo fondatore ed ex presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi, il quale ha presentato il programma elettorale per le nuove elezioni europee che si compone di 12 punti. Tra questi , nonostante Forza Italia faccia parte del PPE, vi sono spunti che contraddicono le linee guida del partito europeo, soprattutto per quel riguarda la politica di bilancio.

Possibili e impossibili alleanze

Per quel che riguarda le alleanze ed i possibili nuovi scenari, bisogna partire da ad un fatto accaduto a marzo 2019: il Fidsz, ovvero il partito del premier ungherese Orban, è stato sospeso, e non espulso come chiedevano in molti, dalle fila dei popolari europei.


Si profila la possibilità, data la forte amicizia tra Matteo Salvini e il premier ungherese, che il PPE si avvicini all’estrema destra (EFN). E’ stato proprio Il premier ungherese a dichiarare, infatti, che il PPE deve restare aperto a possibili alleanze con altre forze di destra come quella di Salvini.
Anche Silvio Berlusconi sostiene questa linea, seppur senza schierarsi apertamente, ma convinto sulla posizione che il PPE dovrebbe lasciare l’alleanza con la sinistra e cercarne di nuove.

C’è da sottolineare che all’interno dei popolari, però, ci sarebbe chi non vede affatto di buon occhio una possibile alleanza con i sovranisti. Tra questi c’è Angela Merkel che ha, sin da subito, escluso la possibilità di una “cooperazione” tra i popolari europei e i partiti della destra populista dopo le elezioni. Infatti, durante una visita in Niger, la cancelliera tedesca ha dichiarato di condividere pienamente la posizione del candidato di punta del PPE, Manfred Weber, anche lui contrario a qualsiasi tipo di alleanza con le formazioni di estrema destra presenti a Strasburgo, posizione sostenuta anche dal presidente del PPE Joseph Daula.

#elezioni europee #26 maggio #PPE

[facebook url=”https://www.facebook.com/informapolitica/videos/576488779523045/” /]
Related posts
#versolaleggedibilancioPolitica

La manovra 2020 alla prova del banco

EconomiaEuropaPolitica

L’Unione Bancaria: un puzzle complesso ancora incompleto

#versolaleggedibilancioPolitica

L'impatto della legge di bilancio sui comuni

EconomiaEuropaPolitica

La preoccupazione italiana in merito al fondo salva-Stati: perché?

Iscrivi alla nostra newsletter
per ricevere articoli settimanali