VUOI METTERTI IN GIOCO IN UN CONTESTO DINAMICO?

EconomiaSostenibilità

Transizione e profitto: il ruolo delle aziende

La transizione ad un sistema economico sempre più attento alle istanze dell’ambiente e della società sta avvenendo da tempo: si può dibattere sulla velocità e sulla potenza di essa, ma il cambiamento in atto è innegabile. A tal proposito, un’evidente fetta della transizione riguarda il sistema prettamente produttivo, ovvero le imprese ed interi settori industriali. A questo riguardo, spesso le critiche mosse verso l’integrazione in azienda di pratiche sostenibili sono fondate principalmente sulla non redditività derivante da queste, ovvero che esse porterebbero ad un minor profitto. Muovendo questo tipo di critiche, i negazionisti del riscaldamento globale o, in questo caso, gli imprenditori miopi e attenti unicamente alla realizzazione del massimo profitto, a discapito di tutto il resto, mostrano, appunto, miopia sul tema e negano le evidenze che provengono da diverse parti del mondo a questo riguardo. Senza dubbio è di cruciale importanza poter definire ed inquadrare chiaramente il significato di diventare green, sostenibile, socialmente responsabile, etc., per un’azienda.
Oggigiorno la pressione proveniente dalla società civile, dal degrado ambientale e dalla copertura mediatica riguardano principalmente due elementi: plastica ed energia.

Il fattore plastica

Nel primo caso la battaglia è volta all’eliminazione della plastica cosiddetta “monouso”, ovvero usa e getta, la quale dopo un primo utilizzo, nella migliore delle ipotesi, viene cestinata. Dunque, gli oggetti che rientrano in questa categoria sono stati fortemente attaccati a causa delle conseguenze negative ben visibili per l’ambiente, prima su tutte la dispersione di essi in acqua. Un fenomeno ampiamente documentato, che, qui in Europa, ha portato all’introduzione della Direttiva 2019/904/UE in materia di plastica monouso, argomento trattato in precedenza da AWARE (Meno plastica grazie alla nuova tassa?). In funzione di ciò le imprese sono spinte attraverso meccanismi politico-economici, ma anche sociali – si pensi all’attuazione della teoria del “Voto col portafoglio” – ad implementare strategie, azioni e  operazioni finalizzate a modificare parzialmente l’attività core e la cultura dell’azienda.  Riguardo l’attività di produzione, una sicurezza è fornita dall’introduzione in azienda di software di analisi per la miglior gestione possibile delle risorse: con ciò viene garantita una maggiore efficienza nell’impiego di plastica all’interno dei processi produttivi. Un passo avanti può essere realizzato sostituendo la plastica tradizionale con plastica riciclata o, in alternativa, con materiali che hanno proprietà simili ad essa, ma meno dannosi per l’ambiente. Inoltre, numerose aziende producono, o utilizzano plastica, principalmente come forma di packaging; questo è solitamente composto da plastica monouso e dunque la sostituzione del packaging tradizionale con plastica riciclata o con altri materiali, come il cartone, può portare l’impresa a porsi sotto una luce, differente rispetto ad altre aziende. Infine, una forma base di lotta alla plastica in azienda è quella dell’eliminazione di bottiglie di plastica vendute nei bar e punti ristoro, così come i bicchieri nei distributori automatici e il packaging degli snack.

Il fattore energia

Il secondo punto dell’analisi riguarda l’energia e, nello specifico, il consumo che se ne fa di essa da parte delle imprese durante lo svolgimento delle attività di produzione. A tal riguardo è necessario sottolineare come l’energia sia da sempre un motore della crescita economica e come la disponibilità ed il consumo di essa siano positivamente correlati al benessere dell’uomo. Tuttavia, il consumo di tale energia  è responsabile per la maggior parte della produzione di gas a effetto serra che alimentano il riscaldamento del pianeta. Il sistema energetico è di cruciale importanza per realizzare una transizione efficace, ma soprattutto equa, riuscendo a soddisfare la crescente domanda di energia attesa per gli anni a venire. Uno dei principali problemi relativi all’energia è l’inefficienza nel consumo di essa, ciò significa che un’economia per produrre una determinata quantità di PIL necessita di molta energia: aumentando l’efficienza energetica questo rapporto (intensità energetica) diminuisce. In tal senso, un importante ruolo viene svolto dalle attività produttive, traino dell’economia, specialmente nel nostro paese, con le PMI che rappresentano il vero strato produttivo. Per queste ragioni una delle azioni principali che le imprese possono attuare – per realizzare la transizione ed ovviamente ottenere un ritorno economico cospicuo da esse – consiste nelle ristrutturazioni in senso ecologico. Ciò significa investire nell’ammodernamento delle strutture fisiche dell’azienda incrementando l’isolamento dei locali così da trattenere più a lungo il caldo o il freddo prodotto dai rispettivi sistemi di riscaldamento o raffreddamento. Inoltre, l’impresa può aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti riducendo il fabbisogno energetico, installando pannelli solari, ecc. Attraverso queste operazioni l’impresa non solo riduce il proprio impatto ambientale in quanto essa sarà in grado di svolgere le attività tipiche consumando una minore quantità di energia, ma nel medio-lungo periodo osserverà un risparmio consistente sulla spesa relativa al consumo energetico, risparmio che, quindi, potrà essere finalizzato a investimenti o altre operazioni potenzialmente remunerative.

Per concludere, le imprese hanno il potere e la possibilità di gestire, con finalità ecologico-economiche, due fattori cruciali nella transizione come la plastica e l’energia. Tale gestione se svolta, appunto, in un’ottica di sostenibilità può consentire alle aziende di realizzare un profitto maggiore: o di raccogliere risorse da reinvestire, o di ottenere in generale risorse utili per l’attività dell’impresa. Tuttavia, è importante sottolineare che essere un “first mover” ovvero, in questo caso,  essere uno dei primi ad effettuare la transizione, ed essere eco-efficiente non comporta in maniera automatica la realizzazione di profitto da parte dell’impresa, anzi, in alcuni casi può portare al fallimento di essa per un’attuazione sbagliata dei principi di sostenibilità. È quindi importante assistere le imprese sotto questo punto di vista, elaborando politiche adatte per aiutare e sostenere quelle aziende che potrebbero soffrire maggiormente la transizione. 

Related posts
Sostenibilità

Rapporto 2020 – Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Sostenibilità

Green Finance: settore in crescita, ma c'è ancora molto da fare

DigitalSostenibilità

L’ECO-INNOVAZIONE COME MOTORE DELLA SOSTENIBILITÀ

EconomiaSostenibilità

La finanza sostenibile nella ripartenza post emergenza Covid-19 in Italia


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *