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Economia e management

La banca centrale europea: un’istituzione fondamentale. Ma sappiamo che cos’è?

Oggi, giovedì 7 marzo, la Banca Centrale Europea prenderà alcune decisioni in materia di politica monetaria andando a determinare il valore dei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale, che rappresentano gli strumenti più importanti che essa ha a disposizione. Attraverso queste scelte la BCE cerca di conseguire gli obiettivi stabiliti nello statuto di fondazione.

Dopo 20 anni dalla sua nascita, sappiamo cos’è e quali sono le funzioni svolte dalla BCE?

La BCE, la cui sede si trova a Francoforte, è la Banca Centrale dell’Eurozona, ovvero lo spazio non solo geografico ma anche economico composto dai 19 paesi che adottano l’Euro come moneta unica di scambio tra di loro. Istituita il 1°giugno 1998 essa divenne pienamente operativa a partire dal 1° gennaio 1999, quando le funzioni di politica monetaria, prima appartenenti alle banche centrali nazionali, furono trasferite alla BCE.

La politica economica e monetaria dell’Unione Europea viene decisa ed attuata dalla BCE attraverso lo svolgimento di numerose funzioni, ma fra le principali e più conosciute ci sono le seguenti:

  • controllo sull’emissione, sulla circolazione e sulla contraffazione delle banconote;
  • erogazione di prestiti alle banche commerciali (che svolgono attività di raccolta di depositi ed erogazione dei prestiti) dei paesi dell’eurozona;
  • determinazione dei tassi di interesse al fine di manovrare il livello dei prezzi;
  • vigilanza sulle istituzioni, bancarie e finanziarie, sui mercati ed i sistemi di pagamento;

L’indipendenza sulle attività e la responsabilità per le sue operazioni

La Banca Centrale Europea, come viene affermato nello statuto, è indipendente da qualsiasi ingerenza politica o commerciale. Se ciò non fosse si verrebbe a creare una situazione in cui il prevalere degli interessi privati metterebbe a rischio il raggiungimento degli obiettivi necessari a mantenere l’economia di un paese in equilibrio nel lungo periodo. Si rischierebbe, nella migliore delle ipotesi, che essa venga usata come strumento per ottenere consensi, manovrando gli strumenti di politica economica e monetaria a proprio vantaggio.

La BCE è responsabile della propria attività e rende conto del suo operato ai cittadini e alle istituzioni europee. Questa responsabilità è sancita dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che, all’articolo 284, prevede la possibilità che i presidenti del Consiglio dell’Unione e della Commissione partecipino alle riunioni del consiglio direttivo della BCE. Inoltre viene affermato l’obbligo di inviare una relazione annuale sulle attività del SEBC ( Sistema europeo delle banche centrali di cui la BCE rappresenta il vertice) e sulla politica monetaria dell’anno precedente e dell’anno in corso al Parlamento Europeo, che rappresenta i cittadini dell’UE, al Consiglio dell’Unione e alla Commissione, nonché al Consiglio europeo. In aggiunta sono previste audizioni, scambi di opinioni ed interrogazioni scritte tra il Parlamento e la BCE.

Gli organi decisionali della BCE

All’interno dell’istituzione bancaria dell’Unione Europea, le strategie e le modalità di attuazione di queste, al fine del raggiungimento degli obiettivi definiti nello statuto, sono adottate dai 3 organi decisionali della BCE:

  • Comitato esecutivo: composto dal presidente, dal vicepresidente e da altri 4 membri, eletti dal Consiglio europeo; ad essi compete la messa in atto della politica monetaria definita dal consiglio direttivo e la preparazione delle riunioni con quest’ultimo;
  • Consiglio direttivo: ne fanno parte i componenti del comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali dei paesi dell’eurozona; si occupa di definire le strategie della politica monetaria e fissa i tassi di interesse sui prestiti concessi dalla BCE, ciò che avverrà nella riunione di oggi ;
  • Consiglio generale: viene presieduto dal presidente, dal vicepresidente e dai governatori delle banche centrali di tutti i paesi che compongono l’Unione Europea; svolge funzioni consultive, di coordinamento, di redazione del Rapporto annuale della BCE, ed ai preparativi per l’allargamento futuro dell’area euro.

La riunione di oggi e le sue conseguenze

Indiscutibilmente l’incontro più importante nella BCE, avviene due volte al mese, ma le decisioni di politica monetaria vengono assunte, previa valutazione, e rese note, solo una volta ogni 6 settimane. Ad oggi i tassi di interesse di  rifinanziamento principale, quelli in base ai quali la BCE presta i soldi alle banche dell’Eurozona, sono fermi allo 0,00% e rimarranno fissi su questa cifra fino all’estate di quest’anno, come annunciato dal presidente della BCE Mario Draghi. In funzione del tasso applicato, le banche italiane, francesi, austriache ecc., decideranno il tasso di interesse sui prestiti che concederanno a cittadini e imprese, quindi più è basso quello adottato dalla BCE, maggiore sarà la possibilità di ottenere un prestito da una banca dell’Eurozona e minori saranno gli interessi dovuti.

Le divergenze tra BCE e Federal Reserve

Data la pubblicazione avvenuta ieri del Beige Book che riporta le informazioni circa l’andamento dell’economia americana, da parte della FED, la banca centrale degli Stati Uniti d’America, andiamo a vedere le differenze tra le due banche centrali circa gli obiettivi perseguiti e come queste hanno risposto allo scoppio della crisi finanziaria, modificando i tassi di interesse. La Banca Centrale Europea ha iscritto nello statuto vari obiettivi, ma il più importante è la stabilità dei prezzi, intesa dalla BCE come il mantenimento dell’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo, che permetterebbe di conseguire gli obiettivi gerarchicamente inferiori: una crescita economica equilibrata, la piena occupazione ed il progresso sociale. Per ciò che riguarda la FED essa, a differenza della Banca Centrale Europea, ha posto come obiettivo primario la piena occupazione, intesa come il livello più basso di disoccupazione possibile.

Allo scoppio della crisi economica e finanziaria la BCE rispose alzando i tassi di interesse per poi, pochi mesi dopo, dare il via ad una serie di ribassi, riducendo in questo modo il costo del denaro per facilitare la ripresa dell’economia. La FED, al contrario, iniziò immediatamente il processo di riduzione. Questa differenza nelle tempistiche di intervento da parte delle due banche centrali, congiuntamente a numerosi altri fattori economici, è la causa dei diversi livelli dei tassi oggi applicati.

Da una parte il vecchio continente dove lo 0,00% della BCE, che verrà oggi confermato, rappresenta la prosecuzione di una politica monetaria accomodante mentre sull’altro versante dell’Atlantico, l’economia statunitense ormai guarita, vanta un 2,50% ed un tasso di disoccupazione ai minimi storici.

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