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Black Friday, sicuri di conoscerlo così bene?

L’ennesima “americanata”? Forse, fatto sta che ormai il venerdì nero è diventato uno tra i momenti più attesi dell’anno anche in Italia.

Il 29 novembre il consumatore potrà dare il via alle sue spese pazze e avrà tempo fino al 2 dicembre quando ci sarà il Cyber Monday, ovvero il giorno dedicato agli acquisti tecnologici.
C’è però anche chi non è molto d’accordo e cerca di boicottare questa tendenza.

La storia del Black Friday


Questo speciale venerdì si celebra l’indomani del Giorno del ringraziamento ovvero la festa di origine cristiana particolarmente sentita negli Stati Uniti d’America, durante il quale il popolo americano ripone verso Dio un segno di gratitudine per quanto ricevuto durante l’anno trascorso.

Si potrebbe quindi pensare che il Black Friday abbia qualcosa a che vedere con la spiritualità e la religione, ma così non è.

In realtà, semplicemente, il giorno che segue la festa del Ringraziamento segna ufficialmente l’apertura delle vendite natalizie, con una logica rovesciata rispetto all’Europa, in quanto da noi i saldi iniziano alla fine della stagione e non all’inizio.

Scorrendo negli annali non vi è traccia di momento storico o un anno particolare in cui ha avuto inizio il Black Friday. Già nel 1924 ci fu un evento simile quando la catena di distribuzione Macy’s, il giorno successivo al Ringraziamento, organizzò la prima parata per celebrare l’inizio degli acquisti natalizi, ma la cosa non ebbe seguito negli anni successivi.

Solo negli anni ’60 esplose il Black Friday negli Stati Uniti, anche se all’epoca non aveva un nome questo fenomeno,in quel periodo stava diventando una ricorrenza che aveva una data ma non un nome, questo gli fu attribuito nei decenni successivi. In realtà ancora non è neanche ben certo il motivo del perché si chiami “venerdì nero”, una tesi afferma che il “nero” è stato introdotto perché quel giorno è uno tra i giorni più trafficati nelle città, grazie proprio agli sconti dei negozi che incuriosiscono i cittadini; un’altra tesi sostiene che il “nero” indica il colore nei registri contabili dei negozianti, che all’epoca compilavano a penna e indicavano in rosso le perdite e in nero i guadagni.

Negli altri paesi arriva molto più tardi e si registra una notevole crescita di questo fenomeno grazie alla digitalizzazione e all’e-commerce.

Queste promozioni continuano per altri tre giorni, ovvero fino al lunedì che succede al Black Friday, che dal 2005 viene chiamato Cyber Monday, termine coniato dalla Presidente della National Retail Federation (una tra le più grandi aziende di vendita al dettaglio americane).

Il Cyber Monday è il giorno dedicato agli strumenti tecnologici, perciò se cercate un nerd o un esperto di tecnologia di tutto il mondo, sapete già che quel lunedì molto probabilmente non vi risponderà al telefono.

Cerchiamo di vederci chiaro

Il Black Friday dai primi anni 2000 ad oggi ha sempre battuto i record stabiliti negli anni precedenti e si appresta a farlo anche nel 2019.

Secondo il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons), quest’anno ci si aspetta un +20% rispetto al 2018 con l’e-commerce che sovrasterà ancor di più i negozi fisici visto che si prevede un aumento di acquirenti sulle piattaforme digitali del +13% rispetto al 2018.

Lo scaltro consumatore probabilmente già starà pensando ai regali di Natale e infatti secondo le stime dell’associazione, un regalo di Natale su tre sarà acquistato proprio durante questi giorni.

Nel 2018 in Italia, tra i prodotti più venduti figurano prodotti inaspettati come le pastiglie per la lavastoviglie Finish e prodotti molto acclamati e quindi di facile previsione come il videogioco Fifa 2019.

Sempre analizzando lo scorso Black Friday, ma stavolta osservando i vari settori e non i singoli prodotti, troviamo in prima posizione assoluta il settore del gaming, che ha infranto tutti i record solo grazie  alla vendita delle console, 93mila nei giorni che vanno dal Black Friday al Cyber Monday.

Probabilmente alcuni di voi rientreranno tra questi, o altri si staranno domandando se hanno perso un’occasione d’oro. Beh non disperatevi, perché certamente la console era scontata ma come afferma il GFK (il più grande istituto di ricerche di mercato in Germania e tra i più grandi in Europa), il prezzo medio di vendita, di ogni prodotto, non solo console, è stato ridotto dell’8,4%. 

Non ci sono stati quindi sconti irresistibili sulla carta, anche se analizzando esclusivamente i numeri delle vendite potremmo pensare diversamente.

Alcune volte ne si esce soddisfatti da questi giorni di promozioni, altre volte si fa la fine di colui/colei che esce da casa per andare a comprare un paio di cose al supermercato ma poi si ritrova alla cassa con il carrello pieno e con le mani nei capelli cosciente di aver commesso nuovamente un grande errore.

Dal “Nero” al “Verde”

Il Black Friday non ha solo un forte impatto a livello sociale, ma anche a livello ambientale.

In risposta a questo fenomeno di iperconsumo, nel 2017 in Francia, ENVIE, Altermundi, REFER, Dream Act, Ethiquable e Emmaus France, hanno co-fondato un’associazione che prende il nome di Green Friday.

Come si legge nello statuto dell’associazione: “l’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini a un consumo più responsabile e non colpevolizzarli assolutamente.”

All’inizio il progetto del Green Friday contava quaranta adesioni, mentre ad oggi, giunti alla 3ª edizione, si sono raggiunte le duecento adesioni di imprese e associazioni, come comunica l’associazione stessa sul proprio sito.

Queste aziende che hanno aderito all’iniziativa non offriranno sconti ai propri clienti dal  29 novembre al due dicembre, ma anzi adotteranno un meccanismo contrario: il 10% del loro fatturato andrà in beneficenza a quattro associazioni individuate dal collettivo Green Friday. Quest’anno le quattro aziende scelte sono le seguenti: Hop, Zero Waste France, Ethique sur l’etiquette e Friends of the Earth.

In conclusione, se il Black Friday genera profitto per i venditori, appaga i bisogni e rende soddisfatti i consumatori, genera entusiasmo e opportunità di risparmio per la società, non si possono non considerare gli aspetti negativi di questo fenomeno, soprattutto in questi anni in cui aspetti come Green Economy e Sostenibilità sono pilastri forti della nostra società. Perciò bisognerebbe conciliare gli acquisti con il rispetto ambientale, sempre nell’ottica di sviluppare un’economia circolare. 

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