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Houseparty, dalla porta in faccia di Twitter al boom da quarantena!

Tutti conosciamo ormai Houseparty, entrata nelle nostre vite nell’ultimo mese a causa dello stato di quarantena che ci vede costretti nelle mura domestiche.
Per chi ancora non la conoscesse, si tratta di un’App che consente videochiamate di gruppo integrate con giochi ed interazioni varie. Ad oggi, è il modo più immediato e divertente per vedersi con gli amici e passare un po’ di tempo “insieme”.

Quello che forse quasi nessuno sa è che Houseparty non è stata la pronta risposta ad una necessità improvvisa di socialità virtuale. In questo articolo ripercorreremo la storia di quest’App ed azzarderemo anche una previsione sul suo futuro post-quarantena.

Pre-Party

Dietro una grande App c’è sempre un grande founder (semicit.). Nel nostro caso parliamo di Ben Rubin, Startupper israeliano che diede vita ad un concetto all’avanguardia: da sempre appassionato di architettura, era dell’idea che questa disciplina consistesse nell’arte di creare uno spazio in cui le interazioni sociali avessero luogo. Studiando Andy Warhol, vide nell’iconica ripetizione di immagini quadrate una sinonimia con la allora nascente App Instagram. Da qui ebbe l’idea di creare, da buon architetto, uno spazio virtuale di socialità.

Ma non è qui che nacque Houseparty. Nel febbraio 2015 viene rilasciata Meerkat, un’App che permetteva agli utenti Twitter di condividere dirette streaming. Da subito sembrava destinata ad aver successo senonché, dopo due settimane, Twitter esclude Meerkat dal suo social graph (grafico che rappresenta le relazioni tra entità) annunciando l’acquisizione dell’App, competitor, Periscope. In un’intervista Ben Rubin racconta della chiamata ricevuta da parte di Twitter in cui gli veniva rifilato un “due di picche” degno del ballo di fine anno.

Da questa grande sconfitta ripartì il team di Meerkat. Per anni il focus fu la condivisione, il successivo step sarebbe stato la partecipazione. È da questo concetto di partecipazione che, il 4 ottobre 2016, nacque Houseparty. Sempre da buon architetto, Rubin fece strutturare l’App come un palazzo con diverse stanze in cui poter entrare ed incontrare amici e parenti.
Ebbe da subito un discreto successo ottenendo un finanziamento da parte di Sequoia Capital di oltre 50 milioni di dollari.

Nel giugno del 2019 viene acquisita, insieme ad altre realtà, da Epic Games società di gaming creatrice di diversi titoli famosi tra cui Fortnite (il gioco che ha fatto letteralmente impazzire nuove e vecchie generazioni di gamer).

The Party

Siamo arrivati ai giorni d’oggi, caratterizzati ahimè dal virus che ci sta costringendo a rimanere chiusi in casa 24/7. In una condizione tale siamo costretti a rivedere le nostre abitudini, da quelle lavorative a quelle sociali. Dopo aver tutti quanti riscoperto recondite passioni per la cucina, l’arte, la lettura e le passeggiate con i nostri animali domestici, la necessità di coltivare le nostre relazioni sociali ci ha spinto alla forsennata ricerca della piattaforma più congeniale per rimanere in contatto con i nostri cari.
Ed è per questo che Houseparty è passata da una media di 200.000 download a settimana ad una media di 2 milioni di download. Ciò che rende Houseparty così popolare è la semplicità e l’immediatezza. Una volta registrati non bisogna far altro che aggiungere i propri amici e creare delle “camere” virtuali.
Così tutti stiamo scoprendo questo nuovo modo di vivere la nostra socialità e qualcuno ci sta prendendo anche gusto. Quel che è certo è che in questo stato di quarantena il nostro bisogno di interazioni sociali è aumentato esponenzialmente portandoci anche a rispolverare amicizie messe nel cassetto da tempo. Questo perché l’uomo è un animale sociale (cit.) e quando costretto a stare con sé stesso, in uno spazio ridotto e per un lungo periodo di tempo, la sua necessità di condivisione e partecipazione diventa primaria. La cosa curiosa sarà vedere se, una volta finita la quarantena, torneremo tutti ad isolarci dietro gli schermi dei nostri cellulari o meno.

Ma Houseparty non sta raccogliendo solo consensi, anzi. Recentemente è stata fatta circolare una voce che metteva in dubbio la sicurezza dell’App. Secondo alcuni utenti, l’App avrebbe permesso l’hackeraggio degli account Netflix, Spotify ed in alcuni casi dell’App di mobile banking. Epic Games ed il team Houseparty, di tutta risposta, hanno smentito queste voci ed hanno offerto 1 milione di dollari a chi riuscirà a trovare la fonte di quella che definiscono una “fake news”.

After-Party

Siamo quindi arrivati alla fine del nostro percorso ed è arrivato il momento di chiederci quale sarà il futuro di Houseparty.
L’acquisizione da parte di Epic Games fa ovviamente pensare ad un’integrazione della piattaforma all’interno del gameplay dei titoli della casa americana. L’idea potrebbe essere interessante e seguirebbe il trend evolutivo che ha portato da Meerkat ad Houseparty. Se pensiamo a Twitch, la piattaforma in cui i gamer pubblicano le loro dirette seguite dai propri fan, Houseparty potrebbe essere, di nuovo, la risposta alla volontà di passare dalla semplice condivisione alla partecipazione.

Si ferma qui, per ora, la storia di Houseparty, iniziata da una porta in faccia da Twitter e con un roseo futuro, pieno di opportunità, ancora da scrivere.

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