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Juventus: evoluzione di un brand sportivo

In casa Juve il calcio non sarà più il business principale nel prossimo futuro. Si tratta chiaramente di una provocazione, ma che ben riassume chiaramente la vision della società torinese: affermarsi come un brand globale. Forte di un management capace, guidato dalla visione del proprio Presidente Andrea Agnelli, la Juventus è tra i primi top club mondiali al pari di superpotenze come Manchester City, PSG, Real Madrid e Barcellona. Ciò si rispecchia nel maggior appealing che il club esercita sui top calciatori, ma anche nei confronti degli sponsor. Molte sono infatti le collaborazioni che i bianconeri hanno messo in atto negli ultimi tempi. Andiamo a vedere insieme quali siano stati i passi mossi nella direzione ed ambizione di diventare non solo un top club calcistico, ma come già detto un’icona riconoscibile nel mondo.

I passi della Juventus

C’è un passaggio fondamentale nella storia recente di questo club che mostra chiaramente il cambio di direzione strategico assunto: il nuovo logo.

Presentato in grande stile il 16 gennaio del 2017, la Juventus ha abbandonato la zebra e minimizzato al massimo il proprio logo, seguendo le tendenze attuali (vedi Mastercard ad esempio che ha eliminato il nome dal proprio logo).
Un’operazione di rebranding che ha investito il club a 360 gradi, dalle maglie fino all’identità digitale. Rispetto a quest’ultima sfera, il logo sembra sposare infatti maggiormente le logiche del web.
La stessa maglia della stagione 2019/20, va in controtendenza rispetto al passato: via le classiche strisce bianconere, ma solo metà bianca e metà nera, con una striscia rosa a richiamare le origini. Questa scelta ha fatto storcere il naso a molti tifosi, ma è utile soffermarci su un aspetto molto importante di branding.
La maglia infatti è assimilabile alle canotte che si indossano in NBA. Vediamo in giro molti ragazzi, anche non appassionati, indossare casacche di squadre per le quali non hanno interesse o peggio non amanti neanche di basket americano. Perché accade questo? Perché chi indossa quella canotta NBA, sposa i valori e la cultura dello streetwear che ruotano intorno a quel mondo.
La Juve, vuole fare la stessa cosa: vedremo sempre più ragazzi indossare la maglia juventina semplicemente perché guidati dai valori del brand, e non perché ne seguano le gesta calcistiche.
In tale direzione va anche la recente partnership con il brand britannico di streetwear Palace. Nasce così dalla collaborazione tra Palace, Adidas e Juventus una nuova maglia ad edizione limitata venduta a 180 euro (sold out in pochissimo tempo).

Uscendo ancora di più, dai confini calcistici, la Juventus ha avviato due iniziative da tener d’occhio: il J Hotel e Juventus Undici.
A 600m dall’Allianz Stadium nasce il J Hotel: la struttura è di categoria 4 stelle, dotata di 138 camere, un bar, un ristorante con oltre 250 coperti, una spa, un centro congressi ed un parco.
Juventus Undici viene definito dal sito della Juventus “un luogo conviviale e dall’atmosfera stimolante che si propone di creare una comunità di persone appassionate di cibo italiano e cultura calcistica”.
Due concept che solo a prima vista sono legati al calcio, ma che in realtà mostrano con chiarezza l’ambizione di questo club.

E sui social?

La strategia della Juventus si riflette chiaramente sulla strategia digitale, per la quale è utile mostrare qualche numerica.

La Juventus infatti presenta:

  • 39,94 milioni di fan su Facebook
  • 7,50 milioni di seguaci su Twitter
  • 33,60 milioni di followers su Instagram
  • 2,33 milioni di iscritti al canale YouTube

Una fanbase totale di 83,38 milioni di utenti. Numeri incredibili che sono il frutto di una chiara strategia di Content Marketing messa in atto dalla Juventus, molto abile tra l’altro a sfruttare l’effetto CR7, che ha dato un notevole boost alla crescita sui social juventini. La strategia di internazionalizzazione del brand trova il suo compimento naturalmente anche sui social: #LiveAhead è l’hashtag che sintetizza la nuova essenza e filosofia della Juve. Guardare avanti per l’appunto: è su questo spirito che trova le sue fondamenta la nuova iniziativa lanciata sulla nuova piattaforma YouTube Kids.

La Juventus è il primo club internazionale a lanciare una serie animata a tema calcistico sulla piattaforma figlia di YouTube. Team Jay (questo il titolo) sarà disponibile in tutti i paesi di lingua inglese. La serie animata è un chiaro passo verso un target come quello dei bambini che rappresentano i futuri tifosi. Contenuti diversificati in relazione ai target di riferimento: questo il focus della strategia digitale della Juve, che su Netflix ha lanciato la docuserie First Team, prima serie televisiva trasmessa on demand a livello mondiale incentrata sul mondo del calcio e, in particolare, su di un club.  Contenuti che accompagnano il tifoso durante l’intera settimana. I tifosi infatti non si accontentano più della “partita della domenica”, ma vogliono vivere il club ogni giorno e ad ogni ora. E’ su questa scia, che attendiamo a breve lo sbarco della Juventus su Tik Tok, con l’obiettivo di presidiare la Generazione Z. Ad onor del vero, la Juventus è stata la prima a lanciare un account su Douyin, il social network cinese conosciuto nel resto del mondo proprio come TikTok. Proprio in Cina, i bianconeri sono stati premiati come top performer a livello digitale dalla società di consulenza cinese Mailman: chiaramente Cristiano Ronaldo è stato decretato il miglior calciatore da questo punto di vista. Live Ahead appunto, tutte strategie messe in campo per creare fidelizzazione di lungo termine.

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