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Qualche riflessione sul rap a Sanremo

Il 31 dicembre 2019 sono stati svelati quelli che saranno i concorrenti del Festival di Sanremo del 2020, dopo la vittoria – clamorosa – della scorsa edizione da parte di Mahmood:

I “Big”, Marco Masini, Alberto Urso, Elettra Lamborghini, Achille Lauro, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Junior Cally, Michele Zarrillo, Paolo Jannacci, Piero Pelù, Pinguini Tattici Nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki, Le “Nuove Proposte”, Eugenio in Via Di Gioia, Fadi, Fasma, Gabriella Martinelli e Lula, Leo Gassmann, Marco Sentieri, Matteo Faustini, Tecla Insolia.

Come è evidente, fra i vari Marco Masini, Francesco Gabbani, Morgan e Piero Pelù sono presenti anche artisti piuttosto vicini al mondo urban, come Elodie, fidanzata di Marracash che ha recentemente collaborato con Gemitaiz, ed Elettra Lamborghini, sotto contratto con BHMG, l’etichetta di Sfera Ebbasta e Guè Pequeno. Oltre alle due cantanti, parteciperanno al festival quattro rapper veri e propri (si potrebbe discutere sulla qualifica di “rapper” di Achille Lauro, ma non è il punto dell’articolo): Junior Cally, Anastasio, Rancore e Achille Lauro.

Gli ultimi due parteciperanno a Sanremo per la seconda edizione consecutiva, a riprova di come il festival abbia portato enormi benefici alla carriera dei due romani.

Si possono portare avanti due importanti riflessioni riguardo questa massiccia – e a tratti stonata – presenza del mondo urban a Sanremo: la prima, sull’organizzazione del festival, e la seconda, sul motivo che spinge rapper o figure come Elettra Lamborghini a desiderare una partecipazione.

Partiamo dal primo punto: perché Sanremo sta puntando così tanto sul rap? La risposta è che, ovviamente, si sta cercando di espandere il pubblico il più possibile, cercando le soluzioni musicali più moderne e in grado di suscitare l’interesse dei ragazzi. Quale genere se non il rap, il più in voga degli ultimi anni? Ecco spiegata dunque la presenza di Elettra Lamborghini, un personaggio conosciuto da qualsiasi over 30, quella di Achille Lauro e quella di Junior Cally, fino addirittura a quella dei Pinguini Tattici Nucleari.

Piaccia o no, Sanremo sta cercando una piccola rivoluzione, anno dopo anno: gli sforzi sono apprezzabilissimi, il risultato andrà commentato durante il festival.

Infine resta un interrogativo assolutamente non scontato: perché il rap, genere nato e sviluppatosi in strada, sta cercando di sfondare sul palco più pop della musica italiana?

La vera risposta a questa domanda è che a Sanremo partecipano i rapper in difficoltà, i rapper che stanno vivendo un momento critico della loro carriera: Achille Lauro, per esempio, ormai piuttosto malvisto dalla scena rap italiana, si è completamente rilanciato l’anno scorso con “Rolls Royce”, conquistando un nuovo e vastissimo pubblico. Anastasio è un artista la cui carriera, dopo la vittoria di X Factor, non è mai decollata, Junior Cally (assoluto maestro di marketing) viene da un disco che è passato abbastanza inosservato… Fa certamente eccezione Rancore, uno dei migliori rapper italiani, che a Sanremo ha senza dubbio la possibilità di fare arrivare a moltissime più persone le sue meravigliose poesie.

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