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Il bilancio del rap italiano nel 2019

Fare il “bilancio del rap italiano” in un determinato anno può sembrare un‘attività fine a se stessa, ma in realtà è quanto di più utile per capire meglio come il genere si evolverà e quali saranno i suoi protagonisti nell’immediato futuro.

Il 2019 è stato un anno particolare, a tratti piatto e a tratti incredibilmente elettrico, che ha regalato più di un disco memorabile, da artisti diversi dai soliti Salmo, Sfera Ebbasta, Gemitaiz, Guè Pequeno.Si parla di artisti affermati e affamati come Marracash, che non pubblicava un disco solista dal 2015 e probabilmente ha dato vita al miglior CD del rap italiano in assoluto, Persona, e come il producer Night Skinny, autore del riuscitissimo Mattoni, in cui ha fatto convivere leggende come Noyz Narcos, Fabri Fibra, Luchè e Guè Pequeno con promettentissime nuove leve come Rkomi (25 anni), Capo Plaza (21 anni) e Shiva (20 anni). 

Oltre ai grandi nomi come Marra e Skinny, però, il 2019 ha visto anche l’esplosione dei ragazzi che con i loro suoni freschi e innovativi hanno conquistato pubblico e critica. I giovanissimi Shiva, Capo Plaza e tha Supreme sono stati riconosciuti come il futuro del genere, ma artisti come Lazza (autore di Re Mida), Izi (Aletheia), Vegas Jones (La bella musica), Ketama126 (Kety) e Franco126 (Stanza Singola) hanno confermato quanto di buono si diceva su di loro.

Il 2019 è stato anche l’anno del rap italiano al festival di Sanremo, durante il quale  Achille Lauro, Shade e Rancore si sono esibiti (quest’ultimo convincendo e vincendo il premio “miglior testo”). Il vero vincitore del festival, tuttavia, è stato certamente Charlie Charles autore, con Dardust, dello splendido beat di Soldi, la hit di Mahmood, che si è preso il primo posto!

Per un ascoltatore esterno al genere, che volesse farsi un’idea sul rap italiano del 2019, suggerirei una playlist che alterni brani leggeri e divertenti come: Stamm Fort di Luchè e Sfera Ebbasta, Yoshi di Dani Faiv, Fabri Fibra e tha Supreme, Fiori di Giaime e Lazza e Una volta ancora di Fred de Palma e Ana Mena, a brani più seri ed elaborati come: Weekend di Izi (particolarissimo in quanto l’artista canta una strofa in italiano e una in inglese), Stay Away e Attraverso Me dal CD di Night Skinny e Un sasso nella scarpa di Ernia.

Ovviamente, sono dell’opinione che chiunque, amante o meno del rap italiano, dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita Persona di Marracash, integralmente, dalla prima all’ultima traccia.

In conclusione, se il 2018 era stato l’anno degli artisti già affermati in cerca di ulteriori conferme (Sfera Ebbasta, Gemitaiz, Salmo, Luchè, Noyz Narcos…), il 2019 è stato l’anno delle sorprese. Un anno esplosivo e caotico che ha visto l’ascesa di Lazza, Shiva, Dani Faiv, Franco126 e Massimo Pericolo, protagonisti inaspettati, e di album altrettanto imprevedibili come Machete Mixtape 4, Persona e Mattoni.

Dall’anno prossimo, tuttavia, il 2020, ci si aspetta che i rapper esplosi quest’anno confermino quanto hanno dimostrato nel 2019 senza fermarsi un attimo, e soprattutto che gli “hot names” come Sfera, Luchè, Guè, Fibra e Tedua cerchino di ristabilire le gerarchie, senza farsi scavalcare da una concorrenza quanto mai pericolosa ad oggi. 

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