Accordo SIAE, Soundreef e LEA: una piccola rivoluzione nel mondo musicale

Dal 2017, SIAE non è più l’unico ente a poter gestire i diritti d’autore in Italia: ora c’è anche Soundreef. Recentemente, un accordo commerciale tra le due parti ha stabilito gli equilibri e i rapporti tra queste due società.
Per comprendere al meglio la portata di questo accordo, è necessario soffermarsi sui contenuti del diritto d’autore, sul suo funzionamento e su come sia stato gestito finora.

Il diritto d’autore

Quello in questione, è un istituto giuridico che prevede che un autore, originario di un’opera, goda della tutela necessaria per i frutti della propria attività intellettuale, in base ad una serie di diritti di natura patrimoniale e morale. Questo permette all’autore e a coloro a cui egli ha concesso  l’autorizzazione di “utilizzo” (in senso giuridico) di ricevere un compenso in un determinato tempo derivante dallo sfruttamento commerciale dell’opera.

Le tipologie di opere tutelate, secondo la legge 633/1941 (norma di riferimento), sono davvero molte: dalla letteratura ai software, passando per la cinematografia e la musica. Il diritto d’autore “nasce al momento della creazione dell’opera”, si origina  incondizionatamente, senza alcun obbligo di deposito, di registrazione o di pubblicazione, secondo le norme della Convenzione Universale di Berna.

Il diritto di cui stiamo parlando, che in realtà è un insieme di diritti, si sostanzia come facoltà positiva per l’autore di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo, e come facoltà esclusiva/negativa nei confronti di terzi per evitare che questi possano sfruttare economicamente l’opera altrui, che sia nella sua completezza o in ciascuna delle sue parti.

Il diritto d’autore presenta due elementi peculiari: il diritto morale e il diritto di utilizzazione economica. Il primo è collegato alla persona dell’autore ed è difficilmente trasferibile, il secondo invece è un diritto a titolo originario che può essere ceduto (gratuitamente o meno) ad un acquirente.

La SIAE

Fatta questa premessa, possiamo cercare di capire meglio che ruolo ha svolto la SIAE (Società Italiana degli Autori e Editori) fino a questo momento.

Questo ente è stato costituito nel 1882 con lo scopo di vigilare ed agire per il rispetto dei diritti d’autore dei suoi associati. In che modo? SIAE rilascia le licenze e le autorizzazioni di utilizzo delle opere e ne riscuote i proventi connessi, che vengono ripartiti tra chi ne ha diritto e ponendosi quindi come intermediario tra autore e utilizzatori.

Nel periodo compreso tra il  1941 e il 2017, SIAE è stato l’unico ente riconosciuto dalla Legge sul diritto d’autore sopra citata per poter svolgere l’attività prima descritta in Italia. In questo arco temporale oltre 87.000 autori e editori hanno deciso di affidarsi a questa società. Con il Decreto Legge del 16 ottobre 2017 la normativa è stata modificata a seguito dell’applicazione della Direttiva Barnier, permettendo ad altri organismi di gestione collettiva no profit e associativi di curare la tutela dei diritti degli autori. È stato preservato, ad ogni modo, la facoltà per l’autore di non avvalersi di intermediari ed agire direttamente per il rispetto dei propri diritti.

Cos’è Soundreef e qual è il suo ruolo?

Nel 2011 a Londra, Davide D’Atri e Francesco Danieli, alla fine del loro percorso universitario, hanno deciso di fondare una società per gestire i diritti di diffusione della musica nei centri commerciali e nelle aree affini. Dal 2014 la società ha iniziato ad operare in Italia, affermando di utilizzare un repertorio proprio, diverso da quello tutelato da SIAE. Questo ha generato un conflitto tra i due enti fatto di numerose battaglie legali. Le ultime battute di questo scontro hanno visto la Corte di Giustizia Europea e il tribunale di Milano pronunciarsi in favore di Soundreef: è stato riconosciuto che non ci sia l’obbligo di intermediazione della SIAE per la gestione della musica della società fondata in terra anglosassone.

Dal 2017, alcuni nomi famosi dell’attuale scena musicale italiana (come Fedez, Rovazzi, Gigi D’Alessio, per citarne alcuni) hanno deciso di lasciare SIAE per affidare a Soundreef la gestione dei propri diritti d’autore, che, nel rispetto del decreto fiscale 148/2017 che prevede la raccolta dei diritti commerciali derivanti dalle opere alle associazioni senza scopo di lucro, ha affidato a LEA (Liberi Editori Autori) la riscossione. Più di 11 mila autori italiani ad oggi si affidano a Soundreef.

L’accordo

L’ultimo atto di tutto ciò è l’accordo che, poco più di un mese fa, le due società hanno sottoscritto un accordo finalizzato a definire tutte le controversie tra le parti e a prevenire l’insorgerne di ulteriori. “L’accordo mira, fermo restando il rapporto di concorrenza tra le parti, a garantire il buon funzionamento del mercato nell’interesse innanzitutto dei titolari dei diritti d’autore nonché degli utilizzatori.”

SIAE quindi non è più l’unico ente riconosciuto per la tutela dei diritti d’autore e non è detto che Soundreef sarà l’unico altro competitor, ma sicuramente questa situazione risulta essere una novità senza precedenti in questo settore.

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