FOMO: perché l’ansia ci rende schiavi dei social

È venerdì sera, stai tornando a casa, stanco dopo una lunga giornata in ufficio o in università. Hai sentito i tuoi amici via Whatsapp, che hanno deciso di provare quella pizzeria che ha aperto da poco e poi andare a prendere qualche drink in centro, ma tu, questa sera, non ce la fai proprio ad uscire. Sei pronto a goderti una serata tranquilla a casa, ti prepari a gustarti una serie su Netflix, eppure… non riesci a smettere di guardare il tuo smartphone. Guardi le storie che i tuoi amici hanno postato su Instagram: “Wow, la pizza sembra proprio strepitosa”. Tutti sembrano divertirsi un mondo. Persino il solito locale pare esercitare un’attrattiva diversa, e all’improvviso ti rendi conto che avresti proprio voluto gustarti una bella pinta fresca. E ora ti stai maledicendo per aver scelto di rimanere a casa…

Ti rivedi in questo episodio? Anche a te almeno una volta è capitata un’esperienza del genere? Tranquillo, non sei da solo: non sei altro che una delle tante vittime della FOMO.

Di cosa parliamo quando parliamo di FOMO

FOMO è una parola anglosassone di recente coniazione, un acronimo che sta per “Fear Of Missing Out”, ovvero “la paura di perdersi qualcosa” la quale, si presuppone, sia eccitante e divertente, con il conseguente sentimento di sentirsi tagliati fuori. Questo fenomeno sociale ha raggiunto una tale diffusione che il termine, nel 2013,  ha trovato, spazio nell’Oxford English Dictionary, dove la definizione offerta è: “ansia che un evento eccitante o interessante si stia svolgendo al momento da qualche altra parte, [ansia] spesso suscitata da post visti sui social media”.

Si tratta di una sensazione innegabilmente diffusissima: è innata alla natura umana la tendenza al confronto con gli altri. E proprio questa volontà di confronto spesso ci porta ad invidiare chi ha più successo di noi, o chi è più popolare. È altresì lo stesso motivo per cui, ogni volta che raggiungiamo un obiettivo che ci eravamo prefissati, dopo poco ci sentiamo già di nuovo insoddisfatti, e le nostre vittorie ci appaiono improvvisamente piccole e patetiche. Si entra così in quel circolo vizioso per cui ci sembra sempre che, nonostante i nostri sforzi, le cose agli altri vadano meglio: hanno lavori migliori, vivono esperienze più entusiasmanti, viaggiano di più, sono più talentuosi o più fortunati – o, almeno, così appare nei loro social media.

Dunque, una delle caratteristiche principali della FOMO è il suo legame con il mondo dei social network e con la volontà di essere costantemente connessi: da qui, la nostra dipendenza verso Instagram, Facebook, Whatsapp, Twitter e via discorrendo. Si è presi dall’urgenza compulsiva di controllare continuamente cosa sta succedendo al di fuori, di rimanere connessi anche con chi al momento si trova da un’altra parte, di aggiungere reazioni a post, foto, eventi, sentendoci così sempre parte del discorso, facendo sapere cosa ne pensiamo.

Il sentimento di ansia generato dalla FOMO potrebbe essere riassunto in un semplice ciclo di eventi che si ripetono costantemente:

  • Ci sentiamo soli, annoiati, depressi perché realizziamo che, in questo momento, ci stiamo perdendo innumerevoli feste,cibi deliziosi,drink,eventi: proprio quegli stessi che altre persone stanno postando sulle proprie piattaforme social;
  • Il desiderio di evitare questo senso di “essere tagliati fuori” ci spinge a rimanere costantemente aggiornati su cosa queste persone stanno facendo, e pertanto ci informiamo continuamente sugli ultimi trend e sugli avvenimenti che gli altri stanno vivendo. Aumenta così il nostro utilizzo di internet e, conseguentemente, la nostra dipendenza dai social media, che si traduce nello scrolling incessante e nella sensazione di leggera euforia che questo comporta;
  • Un’euforia, ovviamente, effimera, che dura solo pochi secondi e che, una volta svanita, non fa che ravvivare nuovamente quel sentimento di depressione, noia, solitudine che aveva generato l’utilizzo dei social media in primo luogo, e che ci riporta quindi al punto di partenza;

Una via d’uscita è possibile?

La FOMO innesca una serie di sentimenti negativi che, come abbiamo visto, hanno l’effetto di farci sentire più infelici e più soli, rendendoci insoddisfatti della vita che conduciamo, nonché più distratti, poiché l’ansia di controllare i nostri social media distoglie la nostra attenzione da cosa stiamo facendo (portandoci per esempio a controllare i nostri cellulari anche mentre guidiamo o siamo al cinema).

Ma combattere la FOMO è tutt’altro che impossibile. Marta Beck, in un articolo per l’Huffington Post US, elenca 3 strategie per sconfiggerla:

  1. Realizzare che la FOMO si basa su delle menzogne. Infatti, la vita favolosa e luccicante che siamo abituati a vedere sui social media è una vita che, di fatto, non esiste. Anche i nostri stessi social media sono nella maggior parte dei casi il frutto di un’accurata selezione e montaggio di materiali, che ci permettono di mostrare solo il meglio delle nostre attività quotidiane. Queste operazioni sono ovviamente amplificate e perfezionate dagli account di coloro che, con i social media, ci vivono. È importante quindi tenere sempre a mente una buona dose di realismo quando ci interfacciamo con essi;
  2. Combattere la FOMO con la FOMO. Secondo Marta Beck, il semplice fatto di dare un nome specifico ad una cosa non fa che acuire il nostro senso della sua esistenza. Dovremmo quindi smetterla di pensare cose come: “Se non andrò all’inaugurazione di quella galleria, festa sulla spiaggia o concerto sarò colto dalla FOMO e starò male?” e, semplicemente, imparare a rivalutare il momento presente. La FOMO può infatti essere un’occasione per riscoprire un sentimento semplice come la gratitudine, e rieducarci ad apprezzare quello che abbiamo e a rivalutare le nostre esperienze, anche quelle più basilari e meno “cool”;
  3. Dire BASTA. L’ultimo consiglio per sconfiggere la FOMO è, fondamentalmente, imparare a riconoscerla per saperle dire di no. Imparare a fermarsi un momento, dire “basta” all’ansia quando la sentiamo incombere e soffermarci, ancora una volta, sul presente: mettere giù quel cellulare, godersi l’odore dei vestiti freschi di bucato, o il piacere rinfrescante di un bicchiere d’acqua. Ritornare padroni dei nostri sentimenti, e non lasciarci controllare da essi;

Quello che possiamo fare, in sintesi, è rimanere connessi con noi stessi e con il momento presente, con i nostri valori e i nostri goals, dimenticandoci per un attimo della nostra gara immaginaria contro il resto del mondo. E forse, così, la FOMO fa già meno paura.