Reiwa, una nuova era di armonia e fortuna

In Giappone, dopo 31 anni, l’imperatore Akihito ha abdicato a favore di Naruhito, il cui impero è iniziato il 1° maggio, segnando l’inizio di una nuova era.

Nel 2016, in un videomessaggio, l’Imperatore Akihito, oggi 85enne, aveva annunciato la propria abdicazione in vita suscitando sorpresa in tutto il popolo giapponese: in quasi 200 anni di storia, non era mai accaduto un evento simile nell’arcipelago nipponico; l’ultimo a rinunciare volontariamente alla corona era stato il suo antenato Kokaku, nel 1817.

Akihito è stato il primo sovrano a salire al trono seguendo il contenuto della dichiarazione Ningen-sengen del suo predecessore, con la quale respinse la natura divina del monarca, riconoscendolo solo come simbolo dello stato e dell’unità del popolo, così come previsto dalla costituzione giapponese. Al trono del crisantemo (fiore simbolo della famiglia imperiale) ascenderà Naruhito, figlio dell’imperatore abdicatario, il cui impero segnerà l’inizio di una nuova era dal nome di Reiwa, ponendo fine alla precedente Hesei (“pace ovunque”) dopo 31 anni.

La scelta del  nome

La decisione sul nuovo nome è stata affidata prima ad un gruppo di studiosi di letteratura, che ha presentato 5 proposte su cui successivamente hanno deliberato un gruppo di nove esperti e politici di alto livello. La scelta è avvenuta seguendo alcuni criteri della tradizione giapponese:

  • dev’essere una combinazione di due caratteri;
  • i caratteri scelti devono comunicare un senso di positività;
  • devono essere facili da scrivere e da leggere;
  • la combinazione non deve essere stata usata in precedenza;
  • non possono essere usate idee legate a desideri materiali e vizi in genere;

Ma la regola fondamentale da osservare era che il nome fosse semplice tanto che i bambini possano impararlo fin dalle elementari.

Per la prima volta, il termine deriva dalla letteratura giapponese e non cinese ed è stato ricercato in una raccolta di poesia (Manyoshu) che risale al periodo tra il settimo e l’ottavo secolo: in realtà l’opera contiene elementi anche della cultura cinese, quindi la scelta non deve essere vista come una rottura netta della tradizione, ma data la politica nazionalista del primo ministro Shinzo Abe, potrebbe essere interpretata come un segnale per sottolineare la ricchezza della cultura giapponese.

I significati del nome di questa nuova era sono molteplici: non vi è una traduzione unica, ma le parole “Armonia e fortuna” racchiudono al meglio il senso dei due kanji (ideogrammi) che compongono “Reiwa”. Il termine, composto da rei e wa, fa riferimento all’inizio della primavera e al piacere che ne deriva, all’armonia e alla speranza di un periodo propizio. La scelta di una parola che comincia per R è stata una novità, vista la rarità di termini che iniziano con questa lettera: probabilmente per sottolineare l’avvento di un periodo nuovo per la cultura nipponica.

La festa

Un’altra novità è rappresentata dall’atmosfera di festa in cui verranno svolte le cerimonie di abdicazione, che solitamente invece sono caratterizzate dalla tristezza legata al lutto per la perdita del sovrano.

Proprio in vista dei festeggiamenti, sono stati richiamati in servizio molti agenti di polizia, per garantire lo svolgimento delle cerimonie in piena sicurezza, cercando di evitare qualsiasi atto terroristico e arginare eventuali manifestazioni di gruppi anti-imperialisti. Le misure di sicurezza saranno inoltre implementate durante il primo discorso del nuovo imperatore che si terrà sabato prossimo, per il quale sono attese più di 150 mila persone nei giardini della casa reale.

Alcuni effetti

Le conseguenze maggiori che si verificheranno a seguito dell’inizio del nuovo impero, sono da ricercare nella quotidianità del popolo nipponico: i funzionari statali, infatti, dovranno aggiornare migliaia di documenti ufficiali e di sistemi informatici per incorporare il nuovo nome che apparirà su praticamente qualsiasi cosa: dai biglietti del treno, ai siti, ai calendari; bisognerà sostituire il simbolo Hesei 31 (H31, con il numero che corrisponde alla quantità di anni dell’era di Akihito) con il simbolo della nuova era Reiwa 1 (R1, secondo lo stesso principio).

La fine dell’era Heisei, caratterizzata da una serie di eventi nefasti come lo scoppio della bolla economica e della successiva stagnazione decennale e il disastro di Fukushima, apre alla speranza di rinascita della nazione giapponese: un punto di partenza potranno già essere le Olimpiadi che si svolgeranno nell’arcipelago nel 2020.

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